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Primo hub di trasferimento vaccinale in Sud Africa: un passo avanti per il mondo

L'OMS supporta fortemente questa realizzazione, spronando aziende pubbliche e private: una fase cruciale per istruire e tutelare l’Africa

Gli infermieri indossano mascherine e guanti per proteggersi dal Coronavirus, nel centro sanitario di Port Bouet, un sobborgo di Abidjan, nel sud della Costa d'Avorio (© UNICEF/Frank Dejongh)

I dati pandemici degli ultimi giorni aprono le porte ad uno scenario più ottimistico, anche se, i paesi economicamente più svantaggiati continuano a trovarsi in una situazione sfavorevole. In Africa, i casi e i decessi sono aumentati di quasi il 40%, ed è risaputo che la campagna di vaccinazione anti-Covid prosegue a singhiozzo. Il Marocco avrebbe somministrato il maggior numero di vaccini con 10 milioni di dosi iniettate, ma con un grosso scarto tra la prima e la seconda dose e un’insistente carenza di scorte.

Dopo la proposta di Biden di procedere con la sospensione dei brevetti di Big Pharma per i vaccini anti-Covid è stata annunciata la creazione di un primo hub di trasferimento tecnologico del vaccino mRNA anti-Covid-19 in Sudafrica.

L’Organizzazione Mondiale della Sanità sta fortemente supportando questa realizzazione, spronando aziende pubbliche e private in modo che i paesi a basso e medio reddito possano soddisfare il loro urgente bisogno di vaccini.

Come noto, i vaccini ad RNA, forniscono alle cellule le informazioni necessarie -sotto forma di mRNA- a costruire la proteina “spike” del virus. Oltre all’mRNA, tali vaccini contengono sali, zuccheri e lipidi, necessari per mantenere stabile ed integro l’mRNA. Per la conservazione del vaccino Pfizer sono necessarie temperature molto basse (-80 gradi) per evitare la degradazione dell’acido nucleico.

Il presidente sudafricano ha sottolineato l’importanza dell’hub per il continente; la struttura, infatti, consentirebbe ai produttori dei paesi in via di sviluppo di ricevere anche una formazione su come produrre vaccini e le relative licenze per farlo. Probabilmente, quindi, sara’ coinvolta la Afrigen Biologics and Vaccines, che fungerà da hub producendo vaccini mRNA e fornendo una formazione ad un altro produttore, Biovac.

Si prevede anche un ruolo per l’OMS, che dovrebbe definire i criteri per il trasferimento tecnologico, mentre ai centri africani verrebbe affidato il controllo e la prevenzione delle malattie.

L’annuncio costituisce un passo in avanti per il mondo; si tratta di una fase cruciale per istruire e tutelare l’Africa. Sarebbe auspicabile anche per trasferire competenze per produrre vaccini o altri prodotti salvavita, per promuovere l’autosufficienza, non solo rispetto al Covid-19 ma per tutte le patologie potenzialmente trattabili con vaccini ad mRNA.

 

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