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Designate nuove zone rosse: preoccupa la variante Delta

Entro fine agosto sarà responsabile del 90% delle nuove infezioni da coronavirus: ma non è l'unica variante in circolazione. Unica via di uscita: il vaccino

"Science Will", per le strade di New York durante la pandemia, New York, 2021 (foto di Terry W. Sanders)

Il calendario sportivo, dagli Europei alle Olimpiadi è fitto nonostante le notizie piuttosto scoraggianti sul coronavirus.

Anche se le terapie intensive degli ospedali finalmente possono tirare un sospiro di sollievo, l’epidemia non si arresta. La protagonista di questi nuovi contagi è la variante delta che nonostante l’aumento delle percentuali di positività fa registrare un numero di decessi limitato. Secondo il Sottosegretario per la salute Pierpaolo Sileri, a breve, la variante delta diventerà la dominante. La circolazione dell’ex variante indiana, infatti, non riguarda solo l’Italia; l’OMS – Organizzazione Mondiale della Sanità, infatti, ha dichiarato che entro la fine di agosto sarà responsabile del 90% delle nuove infezioni da coronavirus. Nuove zone rosse vengono quotidianamente designate: da Cipro, con un elevato rischio epidemiologico, alla Spagna e al Portogallo, dall’Irlanda alla Svezia e alla Norvegia. A preoccupare è anche la Grecia, che si colora parzialmente di arancione, così come alcune isole maggiormente frequentate dai turisti.

Se la variante delta non ha ostacolato lo svolgimento degli europei di calcio, a Tokyo, si è optato per un’organizzazione dei giochi senza la presenza del pubblico con ciò permanendo nel Paese lo stato di emergenza covid.

Ormai conosciamo la capacità di mutare del nuovo coronavirus dal momento che, ad oggi, vanta un censimento di circa 700 varianti. Alcune di esse, tuttavia, preoccupano più di altre. La delta, per esempio, sembra più contagiosa di altre ma anche in grado di provocare sintomi leggermente più fastidiosi. L’adozione di atteggiamenti eticamente corretti e la somministrazione delle vaccinazioni dovrebbero ridurre al minimo la diffusione del contagio.

L’esortazione, quindi, è quella di continuare ad aderire alla campagna vaccinale.

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