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Vaccinati e diffusione della variante Delta: discutere meno e vaccinarsi di più

Chi si vaccina sembrerebbe avere meno probabilità di contagiarsi e molte meno probabilità di contrarre un’infezione con esiti infausti: riflettere e agire

Newyorkesi davanti al Javitz Center di Manhattan in fila per il vaccino (Foto di Terry W. Sanders)

Attualmente la popolazione dei vari Stati Europei e degli USA tende ad essere più sensibile alle eventuali controindicazioni dei vaccini piuttosto che alla diffusione della nuova variante Covid 19.

La gente ma anche gli addetti ai lavori si interrogano sul se e sul quanto i vaccinati siano in grado di diffondere il virus e se l’infezione da coronavirus Sars-CoV 2 subisca una riduzione tra i soggetti completamente vaccinati.

Sappiamo che i virus per garantirsi la loro stabilizzazione all’interno degli ospiti infettati generano nuove caratteristiche genetiche cd.mutazioni che non necessariamente producono effetti diversi o più gravi rispetto alla diffusione dell’epidemia con la conseguenza che, trovare una nuova variante, non significa che il virus si stia trasformando necessariamente in qualcosa di più pericoloso ma che stia circolando tra le persone. Rispetto alla variante Delta i dati epidemiologici indicano una sua maggiore infettività rispetto alle precedenti varianti ed  una sua capacità di colpire, principalmente, i non vaccinati o quelli che hanno ricevuto soltanto una dose di vaccino, nei casi in cui siano prescritte due dosi.

Allo stato, quindi, chi si vaccina sembrerebbe avere meno probabilità di contagiarsi e molte meno probabilità di contrarre un’infezione con esiti infausti. E’ per questi motivi che le Autorità sanitari dei vari Stati europei affermano che chi  si vaccina compie due azioni positive: aiuta se stesso e protegge gli altri, soprattutto le categorie più fragili.

I dati dell’ISS dei primi di luglio 2021, evidenziano quanto precedentemente affermato:

– di 941 pazienti ricoverati, 80 avevano ricevuto la doppia dose, 89 una sola dose, tutti gli altri (772) nessuna;

– tra i 94 pazienti ricoverati in terapia intensiva, 4 avevano ricevuto la doppia dose, 10 una il resto (80) nessuna.

L’augurio è che le persone prima di rifiutare aprioristicamente la possibilità di vaccinarsi valutino i benefici derivanti dal vaccino a livello personale e comunitario magari anche rivolgendosi al proprio medico curante perché chiarisca loro i legittimi dubbi che, talvolta, possono essere sorti a  valle di informazioni contraddittorie che, in molti casi, hanno generato comprensibile perplessità ed incertezza.

 

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