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Aumenta il tasso di mortalità negli USA e nascite in calo almeno fino 2023

Secondo un report calano gravidanze e aspettative di vita a causa della pandemia: gli effetti a lungo termine sul sistema sanitario e pensionistico cambieranno

Un senza tetto a SoHO, Manhattan, novembre 2020. (Foto di Terry W. Sanders)

La pandemia da Covid-19 ha accorciato l’aspettativa di vita ed aumentato i tassi di mortalità in tutto il mondo. Il governo statunitense si aspetta che quest’ultimo rimanga del 15% superiore ai livelli pre-pandemici nel 2021 e che non ritorni alla normalità almeno fino al 2023 secondo un report rilasciato martedì.

Il report, redatto da funzionari di Medicare e della Social Security Administration, conclude che gli effetti a lungo termine del virus sul sistema sanitario e pensionistico americani rimangono poco chiari, anche a causa della situazione in continua evoluzione, in particolare rispetto alla variante Delta, che sta causando un aumento di contagi e decessi e sembra avere maggiore capacità di contagio sui vaccinati – che tuttavia non ne subiscono gravi conseguenze.

La stima del CDC è che dal 1° febbraio 2020 ad oggi negli USA sono morte tra 613mila e 783mila persone in più del normale, per decessi legati al Covid, ma anche ad altre patologie, nonché all’abuso di sostanze. Questo potrebbe avere un impatto difficile da prevedere sul sistema pensionistico: è possibile che nei prossimi anni, essendo deceduti molti anziani fragili che richiedevano particolare assistenza, i costi di previdenza sociale si riducano, oppure al contrario che aumentino a causa delle conseguenze a lungo termine del Covid nei pazienti che ne sono guariti.

Una manifestazione noVax a Union Square, New York (Foto di Terry W. Sanders)

Il report ribadisce anche ancora una volta il trend di calo delle nascite già segnalato dal CDC: il tasso di natalità è calato del 4% nel 2020, confermando un trend che dura ormai da sei anni. Il calo ha interessato tutti i gruppi etnici, religiosi e di età: sono nati un totale di 3.6 milioni di bambini nel 2020, contro i 3.75 milioni dell’anno precedente.

Sia Medicare, che copre i servizi sanitari dei cittadini over 65 e dei cittadini con disabilità, che la Social Security Administration si troveranno quindi ad affrontare storici e massicci cambiamenti demografici: la numerosissima generazione dei baby boomer sta raggiungendo l’età della pensione, rappresentando un importante cambiamento, soprattutto se si associa al declino della fertilità, che determina una riduzione della popolazione attiva dei prossimi decenni.

Già da anni i report periodici avvertono del rischio che Medicare diventi insolvente nel lungo periodo. Il report più recente prevede che il sistema di previdenza sociale sarà in grado di coprire le spese solo fino al 2034, anticipando di un anno le previsioni effettuale nel 2020, che stimavano che la copertura durasse fino al 2035.

Questa anticipazione di un anno è dovuta alla riduzione delle entrate, a causa della crisi economica che ha ridotto l’ammontare incamerato dagli Stati con le tasse, ma anche all’abrogazione di una accisa sui piani sanitari ad alto costo, che sosteneva il programma Medicare.

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