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Il metabolismo rallenta dopo i 60 anni, non dopo i 30: ma allora perché si ingrassa?

Notizie positive dal nuovo studio a patto che si riducano insonnia, inattività, ansia e stress che inducono a mangiare senza controllo e a consumare cibi più calorici

Dieta, frutta e verdura (commons.wikimedia)

Il metabolismo basale, o BMR (Basal Metabolic Rate) è la misura dell’energia impiegata dal nostro organismo in una situazione di riposo, per svolgere le funzioni vitali. Questa quantità di energia è determinata da un insieme di fattori, quali i geni ereditati dai propri genitori, il sesso, l’altezza. Il nostro corpo estrae l’energia contenuta nel cibo che mangiamo e la elabora, per soddisfare le necessità energetiche delle cellule. E’ credenza comune che raggiunti i trent’anni, il metabolismo cominci a rallentare e che ciò sia la causa del frequente aumento ponderale dopo quella fascia d’età. In realtà, il metabolismo rallenta meno velocemente di quanto si pensi, per cui i fattori dell’aumento di peso sono altri, tra questi l’inattività, l’ansia che induce a mangiare senza controllo, fenomeni di compulsività che inducono a consumare cibi ricchi di zuccheri e grassi sotto stress, e l’insonnia che stravolge i processi metabolici.

Secondo il National Institutes of Health, con l’età non solo si diventa più sedentari, ma si è incapaci di bilanciare il cibo in rapporto ai nostri reali bisogni energetici: in pratica si finisce a mangiare molto più del dovuto. Alcune responsabilità provengono anche dalla vita lavorativa e sociale, pranzi di lavoro e cene, favoriscono l’accumulo di peso, così come una fitta rete di amicizie e familiari. I vari impegni e le feste, che si rincorrono, in età adulta, incidono più che nella prima giovinezza sull’alterazione metabolica.

Tuttavia, un recente studio, ha dimostrato che il rallentamento dell’attività metabolica avviene molto più in là dei 50 anni, quando la massa muscolare e quindi il dispendio energetico tendono a diminuire, favorendo accumuli di adipe. Anche in questa fase della vita una corretta igiene alimentare ed una costante e moderata attività sportiva possono riuscire a controllare l’aumento ponderale indesiderato. Il metabolismo umano raggiunge la sua maggiore efficienza durante la prima infanzia, quando cioè il nostro corpo riesce a bruciare le calorie assunte con il cibo; ciò diminuisce progressivamente e dopo i 60 anni quando il metabolismo comincia a declinare con un rallentamento pari allo 0,7% annuo. La principale causa di questo minore fabbisogno calorico risiede nella perdita di massa muscolare.

Quattro ricercatori del Pennington Biomedical Research Center hanno analizzato le calorie di 6.600 persone provenienti da 29 paesi, durante varie fasi della loro vita, per valutare come il metabolismo cambi nel corso del tempo. L’età dei partecipanti a questo studio variava da una settimana di vita ai novant’ anni d’età. Il monitoraggio, rivelando il graduale rallentamento del metabolismo, ha evidenziato la base scientifica di questo mutamento nel fabbisogno energetico negli anni della maturità.
La buona notizia resta che ciò avviene più in là di quanto si pensi, ovvero dopo i 60 anni, non già dopo i 30.

Due almeno le considerazioni importanti : 1) in giovinezza bisogna mangiare in modo corretto, senza addurre scuse riguardanti ipotetiche alterazioni metaboliche, laddove non riscontrate su base medica; 2) per la fascia d’età dai 50 anni ai 60, è necessario svolgere una attività fisica costante e moderata per sopperire alla diminuzione di massa muscolare, migliorando, come il recente studio ci illustra, il metabolismo basale ed evitando l’aumento di peso progressivo.

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