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New York, tornano a crescere i contagi Covid-19. Aumentano anche in Italia

Trend altalenanti per i contagi nel mondo. Guterres annuncia il superamento di 5 milioni di morti: "rendiamo l'accesso equo al vaccino una realtà"

Una anziana paziente ricoverata per covid (UN Photo/Evan Schneider)

Nonostante le proteste diffuse a New York per via degli obblighi vaccinali, le statistiche continuano a registrare una diminuzione dei casi, dovuta in gran parte alla campagna vaccinale. In città, infatti, ci sono stati 59.71 casi positivi per 100.000 abitanti negli ultimi sette giorni, una percentuale che viene ancora considerata “sostanziale”, ma che è la più bassa degli ultimi mesi. Secondo gli esperti, i numeri potrebbero scendere ancora, fino a raggiungere lo stato di “moderato” nelle prossime settimane. 

Non tutti i quartieri, però, vanno di pari passo. In tre aree di New York il tasso di positività raggiunge ancora il 3%, mentre in altre 20 supera il 2%. Mentre nei 5 distretti si contano 56 quartieri che hanno visto meno di 10 casi positivi nell’ultima settimana. 

I casi positivi di Covid-19 a New York negli ultimi mesi. (Foto/New York City Health)

La differenza nei tassi di contagio ricade, spesso, sulle idee politiche e sulla comunità della zona. Il distretto di Staten Island, notoriamente il più conservatore, è quello con i tassi di contagio più alti.

Il comune denominatore tra le aree con la maggior quantità di nuovi casi rimane, comunque, un tasso vaccinale basso. Nella scorsa settimana, infatti, i 10 quartieri con i tassi più alti avevano una percentuale di cittadini vaccinati sotto il 70%. Borough Park, un quartiere di Brooklyn, mantiene la percentuale di vaccini somministrati più bassa della città: solo 48% dei cittadini in quest’area, infatti, ha ricevuto una dose del vaccino, e solo il 44% le ha ricevute entrambe. Questi numeri sono ricollegabili al fatto che il quartiere sia abitato principalmente da ebrei ortodossi, motivo per cui Borough Park è stato rinominato “la capitale ebraica degli Stati Uniti”.

Come a New York, anche nel resto del paese la situazione è migliorata nell’ultimo mese. Se, infatti, ad inizio settembre l’aumento dei casi preoccupava molti esperti del settore, oggi i casi stanno scendendo o rimanendo invariati in più di 40 stati. La Florida, per esempio, oggi ha il minor numero di casi settimanali a livello nazionale, dopo un’estate di grandi picchi di infezioni. Fino ad ora, il 69% della popolazione dello stato è completamente vaccinata. 

Mentre, dopo l’estate, si inizia a vedere la luce negli Stati Uniti, i tassi di infezione, e di morte, crescono in Russia. Il paese, che ha visto poche restrizioni negli ultimi mesi e un tasso vaccinale del 36%, ha dato inizio in questi giorni ad un lockdown parziale solo in alcune citta. Con 1000 morti nelle ultime 24 ore per la prima volta dall’inizio della pandemia, il paese è uno dei pochi dove i contagi sono cresciuti, invece che diminuiti dalla fine dell’estate. 

Il disinteresse verso il vaccino, secondo molti, è dovuto alla mancata fiducia nei confronti del governo, dato che circa il 40% dei cittadini russi non si fida dei leader politici locali. Ad oggi, sono proprio i governi locali ad avere il potere di regolamentare la somministrazione dei vaccini ed i mandati, ma solo 38 su 85 regioni hanno introdotto obblighi per i dipendenti pubblici. 

L’Italia, uno degli stati che ha messo in atto le regole più severe per il contenimento dei contagi, segue il trend degli Stati Uniti, con un netto miglioramento rispetto all’inizio di settembre. Nelle ultime due settimane, però, il paese ha visto una crescita del 75% nei contagi e, nonostante i tre quarti della popolazione siano vaccinati, un aumento del 14% anche nelle morti. Il Friuli Venezia Giulia, e Trieste in particolare, hanno registrato una crescita stratosferica del 200%, con 219 contagi al giorno. 

Proprio oggi, il discorso Segretario Generale dell’ONU António Guterres al COP26 di Glasgow ha commemorato il superamento di un nuovo, drammatico, record: oltre 5 milioni di morti dall’inizio della pandemia. Non per la prima volta, Guterres ha focalizzato il suo discorso sulla distribuzione sproporzionata dei vaccini, e la necessita assoluta di raggiungere un tasso vaccinale del 40% in ogni paese del mondo entro la fine dell’anno. 

“Oggi la famiglia umana supera una nuova, dolorosa soglia: 5 milioni di vite perse per via del  COVID-19. Questi non sono solo numeri. Sono madri e padri, fratelli e sorelle, figli e figlie. Vite rese brevi da un virus spietato che non conosce confini,” ha commentato Guterres. “Il modo migliore per onorare questi 5 milioni di vite perse, e supportare gli operatori sanitari che combattono contro il virus ogni giorno, è rendere l’accesso equo al vaccino una realtà e assicurare vigilanza massima per sconfiggere il virus.”

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