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Ue, ancora una volta il centro della pandemia. Presto nuove restrizioni alla libertà

Russia, Usa e Germania regine dei no-vax. Intanto in Italia, il governo ha deciso di anticipare a 5 mesi la terza dose di vaccino

Covid-19

L’Europa è ancora una volta il centro della pandemia, con oltre la metà dei decessi Covid-19 segnalati nel mondo questo mese. Per fronteggiare la terza ondata, i governi stanno inasprendo le restrizioni, nonostante le diffuse manifestazioni no-vax in tutto il Vecchio Continente.

L’Austria entra nuovamente in lockdown, mentre il ministro della salute tedesco, Jens Spahn, ha lanciato un duro avvertimento: entro la fine di questo inverno “quasi tutti in Germania saranno probabilmente vaccinati, guariti o morti“. Anche in Belgio, l’aumento vertiginoso dei casi ha portato a restrizioni più severe.

Per l’Ue, la colpa è dei non vaccinati. “Sono loro che spingono la nuova ondata di Covid” ha detto la commissaria europea alla Salute Stella Kyriakides, annunciando che presto verranno emanate delle raccomandazioni in tema di Green pass e libertà di circolazione nell’Ue.  “L’evidenza scientifica è chiara, – ha continuato – i vaccini funzionano e rimangono mezzo migliore per tenere persone a sicuro” anche “con la variante dominante delta”.

Ma convincere gli scettici del vaccino sarà dura. Russia, Usa e Germania sono regine dei no-vax. Lo ha rivelato l’ultima ricerca della società Morning Consult, che ha condotto interviste in 15 Paesi del mondo tra cui anche l’Italia.

Il Paese più restio al vaccino è la Russia, dove solamente il 40% degli intervistati è vaccinato. Al secondo posto della classifica dei Paesi no vax ci sono gli Usa: a differenza della Russia la penetrazione vaccinale è alta (67%), ma il 18% degli intervistati sostiene che non si farà vaccinare e il 9% si dice scettico. Al terzo posto arriva l’Europa con la Germania: qui il 79% è vaccinato e l’11% sostiene che non si farà mai vaccinare e il 6% si dice indeciso.

Intanto in Italia, il governo ha deciso di anticipare a 5 mesi la terza dose di vaccino. Una misura confermata dal ministro della Salute Roberto Speranza sui social: “La dose di richiamo è cruciale per proteggere meglio noi e chi ci sta accanto. Dopo l’ultimo parere di AIFA sarà possibile farla a 5 mesi dal completamento del primo ciclo. Vacciniamoci tutti per essere più forti“.

 

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