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Vaccino antiCovid sui bambini? Meglio utilizzare quelli anti-influenzali

I vaccini proteici sono gli stessi che userei per i richiami annuali: è chiaro che una vaccinazione ciclica a materiale genetico comporta tolleranza verso il virus

Una bambina di 3 anni riceve un vaccino in un centro sanitario a Pechino - Cina - 26 marzo 2020 (UNICEF / Zhang Yuwei)

Molti aspetti dei vaccini a mareriale genetico ci sono sconosciuti. Certo è che la produzione endogena di spike virale ha il vantaggio di indurre una risposta T citotossica efficiente negli adulti. È proprio questo tipo di risposta che ci protegge dalla malattia COVID-19 in quanto tali cellule linfocitarie sono addestrate a distruggere le cellule infette bloccando di fatti la fabbrica del virus. La risposta anticorpale è invece più limitata ed è in grado di attenuare la carica virale e di ridurre in maniera più o meno efficace l’entrata del virus nell’organismo. Ovviamente tale funzione si perde rapidamente in presenza di varianti virali.

Nei bambini la funzione T citotissica è ancora in formazione e differenziazione timica e una vaccinazione con materiale genetico potrebbe sortire un effetto molto diverso da quello che ci aspettiamo in termini di tolleranza e autoimmunità. Resta inoltre ancora sconosciuto il ruolo della proteina spike libera sui recettori ACE2 e soorattutto quanto tempo rimane in circolo dopo vaccinazione Pfizer/Moderna o Astrazeneca.

Il mio parere sarebbe quello di utilizzare per i bambini SOLO ED ESCLUSIVAMENTE vaccini proteici (tipo vaccini anti-influenzali) variante specifica per limitare l’infezione in ambiente scolastico senza esporli a rischi a lungo termine. Gli stessi vaccini proteici sono quelli che userei per i richiami annuali. È chiaro che una vaccinazione a materiale genetico su base semestrale o annuale alla fine comporta desensibilizzazione e tolleranza verso il virus.

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