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Olimpiadi 2018, a PyeongChang un’Italia in chiaroscuro che migliora

Bene le atlete, male gli uomini: un bilancio sufficiente ma non eccelso per la nazionale italiana, che è andata meglio che a Sochi e Vancouver

Sofia Goggia (immagine da video.gazzetta.it)

Le note lieti sono arrivate in particolare dalle atlete azzurre. Le tre medaglie d’oro hanno tutte una colorazione rosa con le entusiasmanti vittorie di Arianna Fontana, Michela Moioli e Sofia Goggia. Male la spedizione maschile alle Olimpiadi, se si esclude lo splendido argento di Federico Pellegrino nello sci di fondo, in una gara da sempre appannaggio degli atleti dei paesi nordici

Giovanni Malagò si è detto soddisfatto delle Olimpiadi coreane appena concluse. La spedizione azzurra conclude al dodicesimo posto nel medagliere complessivo, con un netto balzo in avanti rispetto a Sochi 2014 e Vancouver 2010. “Abbiamo incrementato del 25% il numero di medaglie rispetto al 2014 e del 100% rispetto a Vancouver – ha commentato il numero uno del Coni -. Siamo tra i primi sei Paesi per incremento in percentuale di medaglie rispetto a Sochi, dopo Corea +87,5%, Giappone +50%, Germania +47,37%, Norvegia +46,15% e Svizzera +36,36%, vincendone 3 d’oro”.

AZZURRE D’ORO – Le note lieti sono arrivate in particolare dalle atlete azzurre. Le tre medaglie d’oro hanno tutte una colorazione rosa con le entusiasmanti vittorie di Arianna Fontana, Michela Moioli e Sofia Goggia. Arianna era attesa come protagonista dello short track e non a caso era stata scelta come portabandiera nella cerimonia di apertura dei Giochi. Lei non ha disatteso le aspettative portando a casa ben tre medaglie: oro nei 500 metri, argento nella staffetta e bronzo nei mille metri. L’oro era un appuntamento troppo spesso rimandato per l’atleta di Sondrio che nella sua bacheca aveva già un argento e quattro bronzi nelle precedenti edizioni. Per Arianna qualcuno pronostica anche un futuro in politica, che lei non smentisce (“Non ci ho mai pensato, le porte sono aperte se dovessi smettere, si vedrà”). Anche Michela Moioli aveva un appuntamento da non mancare con il podio, dopo la rovinosa caduta nella finale di Sochi. Per aiutarsi nella concentrazione, tra un allenamento e l’altro, si divertiva a suonare l’ukulele. Una pausa musicale che l’ha aiutata probabilmente a dimenticare lo stress per il passaporto mangiato dal suo barboncino Rocco pochi giorni prima della partenza per la Corea. Così come fondamentale è stato il supporto della psicologa e psicoterapeuta Lucia Bocchi, che, non a caso, ha lavorato anche con Sofia Goggia. La nostra prima medaglia d’oro nella discesa libera ha raccontato della sua sicurezza che ha preceduto la gara: “Sembra una sbruffonata, ma io non avevo pressione: doppio zero, come la farina”. Anche se non ha portato a casa medaglie, da promuovere anche Carolina Kostner, quinta nel pattinaggio artistico, con una prova molto emozionante. E per lei, trentunenne, non è ancora arrivato il momento dell’addio, come ha chiarito a chi si aspettava l’annuncio: “Isolde, mia cugina, sognava una famiglia. Sono cose che non puoi pianificare: quando capita, capita”. Tra le atlete la nota negativa è arrivata da Francesca Lollobrigida, quarta in volata nello speed skating, rimasta un po’ sorpresa da una fuga iniziale di una avversaria. Sarebbe stata una bella favola da raccontare, dopo la malattia di una mononucleosi scoperta tardi, che non ha certo facilitato il suo percorso agonistico.

RAGAZZI BOCCIATI – Male la spedizione maschile alle Olimpiadi, se si esclude lo splendido argento di Federico Pellegrino nello sci di fondo, in una gara da sempre appannaggio degli atleti dei paesi nordici. Il valdostano ha trovato la giusta concentrazione nel rivedersi le puntate di MasterChef, il suo programma preferito. Da applaudire anche il podio di Nicola Tumolero, bronzo nel pattinaggio di velocità, sulle orme del suo allenatore Enrico Fabris (due ori e un bronzo a Torino 2006). Grandi delusioni invece dai velocisti. Lontani i tempi della valanga azzurra. Christof Innerhofer si è lasciato andare a qualche polemica sulle giovani leve (“gli altri giovani stanno sognando in piedi, non c’è il rischio che ci facciano le scarpe”) e musi lunghi anche per Dominik Paris, quarto in discesa libera, e Peter Fill, sesto in discesa e fuori gara in combinata e SuperG, alla sua terza Olimpiade. Per il futuro si prospetta il richiamo della patria per Alberto Tomba, in un ruolo tecnico. Amarezza anche nello slittino, disciplina che storicamente ha riservato grandi soddisfazioni, con il quarto posto di Dominik Fischnaller per soli due millesimi. Bilancio negativo infine nel bob, come ha ammesso lo stesso presidente Fisi, Flavio Roda: “Ci abbiamo provato in tutti i modi, servirà un grande investimento, con Malagò bisognerà prendere una decisione importante. Ci sono poi sport che non funzionano come il salto sugli sci, lo sci di fondo femminile, lo skeleton, alcune specialità dello snowboard dove non abbiamo atleti”.

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