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Targa Florio in Sicilia, 103esima edizione: quando il futuro si costruisce dal passato

La gara storica nacque nel 1906 dal sogno e dalla passione di Vincenzo Florio. Dal 9 al 12 maggio la 103esima edizione ha visto l’avvio ufficiale a Piazza Verdi

di Paolino Canzoneri e Angelo Barraco
Vincenzo Florio da sempre appassionato di corse ebbe l’idea coraggiosa e azzardata di creare una corsa di vetture sportive che partendo da “Floriopoli” a Cerda, sfrecciavano per le strade delle Dolomiti passando per centri abitati per poi tornare nel luogo di partenza. Dalla prima edizione del 1906 la corsa divenne un appuntamento fisso e un vero mito irrinunciabile per i siciliani che affollavano i bordi delle strade quale occasione rituale di pic-nic con le famiglie nelle campagne attigue al passaggio delle auto da corsa. Amore e passione da sempre rimaste profonde nei cuori dei siciliani anche dopo la brusca interruzione avvenuta nel 1977 a causa di un drammatico incidente che causò delle vittime.

Al via la 103esima edizione della Targa Florio. Nell’isola siciliana la corsa automobilistica più antica nel mondo trova ogni anno la sua sede naturale nei tracciati che hanno scritto la storia di grandi vetture come Fiat, Peugeot, Bugatti, Alfa Romeo, Lancia, Porsche e piloti del calibro di Jean Manuel Fangio, Jo Siffert, Tazio Nuvolari, Jo Bonnier, Vic Elford, Arturio Merzario, Clay Regazzoni, Lorenzo Bandini e l’amatissimo ed eterno “Preside Volante” Ninni Vaccarella, gloria e vanto dei siciliani e molti, molti altri. Non esiste pilota entrato nella storia dell’automobilismo che non abbia presenziato e corso tra i tracciati tortuosi da Cerda a Caltavuturo, da Campofelice di Roccella a Collesano e oltre. In questa 103esima edizione, quale valore aggiunto, dopo lavori di manutenzione, sono stati riammessi percorsi e tracciati che contribuiscono a rendere ancor più speciale questa corsa perché si ricrea quella magia e quella storicità che ha reso la Targa Florio una gara senza eguali al mondo.

La gara storica nacque nel 1906 dal sogno e dalla passione di Vincenzo Florio, armatore e nobile di ricca famiglia dalla spiccata sensibilità per il bello e per l’eleganza. Vincenzo Florio da sempre appassionato di corse ebbe l’idea coraggiosa e azzardata di creare una corsa di vetture sportive che partendo da “Floriopoli” a Cerda, sfrecciavano per le strade delle Dolomiti passando per centri abitati per poi tornare nel luogo di partenza. Dalla prima edizione del 1906 la corsa divenne un appuntamento fisso e un vero mito irrinunciabile per i siciliani che affollavano i bordi delle strade quale occasione rituale di pic-nic con le famiglie nelle campagne attigue al passaggio delle auto da corsa. Amore e passione da sempre rimaste profonde nei cuori dei siciliani anche dopo la brusca interruzione avvenuta nel 1977 a causa di un drammatico incidente che causò delle vittime.

Da quell’ultima edizione però la Targa non si spense mai e grazie alla passione e all’esigenza di preservare un tesoro unico nel suo genere; Angelo Pizzuto presidente dell’ACI di Palermo in collaborazione con l’Automobile Club Italia ha organizzato l’ennesima edizione per continuare e preservare la memoria storica e l’enorme bellezza rendendo quelle strade perfetta cornice e salotto per le gare di Rally del campionato nazionale, mostre e competizione di contorno con vetture storiche. Dal 9 al 12 maggio la 103esima edizione ha visto l’avvio ufficiale come di rito a Piazza Verdi dove la consueta parata ufficiale delle vetture rally partecipanti alla corsa hanno sfilato una dopo l’altra ufficializzando la loro presenza con lo sbandieramento che ne sancisce il via. L’enorme affluenza di pubblico conferma quanto la gara sia attesa e di fronte al Teatro Massimo sotto un caldo sole e un cielo azzurro di inizio estate, personalità di spicco hanno presenziato.

L’evento ha avuto inizio ufficialmente mercoledì 8 maggio con i test non compresi nel programma di gara a Caltavuturo – Sclafani Bagni e le verifiche sportive per gli iscritti al CIR, al quartier Generale del Rally. Nelle prime ore del mattino del 9 maggio i mezzi hanno fatto il loro ingresso nel parco assistenza in c/o Molo Trapezoidale – Porto di Termini Imerese e alle 11.00 si è tenuta la riunione de Primo collegio dei Commissari Sportivi nel quartier generale del Rally. Nella tarda mattinata e buona parte del pomeriggio sono state dedicate agli iscritti al CIR, ai conduttori prioritari e alle verifiche tecniche. Controlli e ispezioni che sono proseguiti fino a tarda sera con le verifiche sportive per i conduttori iscritti al Rally. Venerdì 10 maggio, dalle 8 alle 12 circa si è svolto lo shake down ovvero la prova dei mezzi prima della gara, con i piloti e i meccanici che hanno testato ogni singolo componente della complessa struttura al fine di accertare la stabilità del mezzo sul tracciato a tutte le velocità e stabilirne l’efficienza. Le autovetture storiche hanno iniziato le prove alle ore 10 circa e alle 13 si sono allineate, come di consueto, nella suggestiva location di Piazza Verdi, che ha fatto da sfondo alla splendida cornice del Teatro Massimo mentre le autovetture Rally sfilavano davanti al palco allestito per l’occasione, in cui venivano intervistati i piloti prima della partenza.

Paolino Canzoneri e Leoluca Orlando.

L’evento è stato inaugurato dal Sindaco Leoluca Orlando che ai nostri microfoni ha dichiarato “è la conferma che il futuro condiziona il presente ma il passato condiziona il futuro e noi stiamo costruendo il futuro partendo dal passato dalla Targa Florio e ricordando ogni giorno che la Targa Florio, questa splendida iniziativa, è un bellissimo pretesto per fare amare di più la Sicilia e le campagne attraversate dalle auto a partire dallo splendido centro e dalla splendida Palermo” – ha continuando dicendo – “oggi Palermo sta vivendo una stagione di cambiamento straordinaria. Siamo stati dichiarati dall’ufficio di statistica la città più sicura d’Italia, precedendo Bologna, Firenze, Napoli, Milano, e siamo in questo momento la terza città turistica d’Italia: la prima Roma, la seconda è Firenze, noi siamo i terzi. Mi dispiace per Venezia che è soltanto la quarta…”.

Angelo Barraco e Leoluca Orlando.

Grande e consueta presenza della manifestazione, “il Preside volante” ex pilota automobilistico Nino Vaccarella che ha dichiarato ai nostri microfoni in merito all’evento “E’ la corsa più grande del mondo. I più grandi piloti, le più grandi macchine, quindi una grande storia” –aggiungendo- “ricordo il trionfo che mi hanno fatto gli appassionati di Collesano, quando ho vinto la Targa Florio che mi hanno portato in trionfo, hanno messo giù il simulacro della Madonna e mi hanno messo issato. Quando lo racconto la gente non ci crede. Questa è la passione siciliana”.

Nino Vaccarella.

La gara Rally è partita alle ore 07.00 del mattino dell’11 maggio da Termini Imerese e si è conclusa in Via Belvedere Principe di Piemonte, con la vittoria della 103°edizione da parte della Ford Fiesta ST di Campedelli-Canton con l’ultima prova speciale in un tempo di 1.29:17. Tantissimi i presenti che hanno assistito alla gara, armati di occhiali da sole, cappellino e l’immancabile caffè bollente tra le mani, aspettando con trepidante attesa i propri beniamini salire sul podio o sfilare sotto i propri occhi con l’autovettura rombante e fiammante. Oggi la Targa Florio è un’avventura che continua sotto una forma diversa rispetto a quella del passato ma l’idea e lo spirito sono rimasti invariati. Chissà se la grande idea dell’imprenditore Vincenzo Florio detto “U Caleruzzo” è arrivata nel momento in cui stava passeggiando lungo l’elegantissima Via Libertà oppure stava percorrendo Monte Pellegrino. E’ un’immagine romantica, a tratti cinematografica e fantasiosa, ma ci piace pensare che la corsa automobilistica più antica e importante del mondo possa essere stata concepita durante una lunga passeggiata tra le vie più importanti di Palermo. Ci piace immaginare un uomo con la pipa in radica tra le mani, l’immancabile cilindro abbinato alla giacca mal sgualcita e lo sguardo rivolto verso l’intrecciata chioma degli alberi in un viale alberato, che viravano i propri rami al cielo e le radici verso un suolo indefinito. Un percorso tortuoso e scosceso, instabile e pieno di insidie, proprio come le autovetture sfreccianti ad alta velocità sull’asfalto. 

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