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Bagno di folla e di caldo al Bronx per Rocco Commisso e la sua Fiorentina

I tifosi viola di New York e molti curiosi festeggiano ad Arthur Avenue il ritorno dell'imprenditore calabro-americano da presidente della Fiorentina di Montella

Foto Ferdinand Orellana

In tournée negli Stati Uniti, la Fiorentina di Rocco Commisso ha fatto tappa oggi alla Little Italy di Arthur Avenue, dove è stata accolta da centinaia di tifosi e da una temperatura percepita di oltre quaranta gradi. 

Reduci dalla sconfitta di ieri (3-0) contro l’Arsenal nel secondo incontro di International Champions Cup, i Viola si sono consolati con l’affetto del pubblico e della neoproprietà americana, che ha rilevato il club dalla famiglia Della Valle agli inizi dello scorso giugno. 

Per Rocco Commisso è un ritorno trionfante nel borough in cui è cresciuto dopo essere emigrato da Marina di Gioiosa Ionica. Prima della Columbia University, ha ricordato infatti il miliardario fondatore di Mediacom e patron dei New York Cosmos, la sua giovinezza è stata segnata dal Bronx, dalla pizzeria di famiglia e persino da una discoteca, “la prima italoamericana a New York”.

Tra i presenti, a celebrare la nuova era per la Fiorentina, c’erano anche Peter Madonia, presidente del Belmont Business Improvement District; John Calvelli, capo dell’Italian American Forum; David Greco e Regina Migliucci-Delfino, proprietari rispettivamente del Mike’s Deli e del Mario’s Restaurant. Intervenuto anche il presidente del Bronx Borough Ruben Diaz Jr. con una citazione ufficiale della città di New York per ricordare questa visita della Fiorentina ad Arthur Avenue.

Rocco Commisso con l’allenatore Vincenzo Montella ad Arthur Avenue nel Bronx (Foto VNY)

Non si è perso la festa nemmeno il Console Generale Francesco Genuardi, un “tifoso dello sport italiano e del calcio italiano”, accompagnato dalla Console aggiunta Irene Asquini. Raggiunto dai nostri microfoni, il Console Generale ha spiegato: “È molto vivo il legame tra italoamericani e l’Italia e tra gli italoamericani e New York. Noi siamo qui a rappresentare proprio questo. Il Bronx è molto simbolico, ha una grande anima italiana, ha una comunità italiana bellissima della quale siamo orgogliosi”.  

Regina Migliucci-Delfino, Rocco Commisso, John Calvelli, Irene Asquini e Francesco Genuardi

Al termine di decine di selfies e strette di mano, Commisso per le temperature troppo alte è stato colpito da un leggero malore e si è allontanato prima che La Voce di New York potesse condurre l’intervista concordata (Qui trovate l’intervista con Giancarlo Antognoni). Il braccio destro e vice di Commisso, Joe Barone, ha risposto alle nostre domande sugli obiettivi futuri per la Fiorentina in una serie A dominata dal monopolio Juve. I Viola sono stati comprati per vincere lo scudetto e arrivare ai livelli della Vecchia Signora? “Stiamo lavorando sul mercato, abbiamo degli ottimi giocatori e un ottimo settore giovanile che produce calciatori importanti, non posso dire altro”, ha replicato Barone, che si è detto soddisfatto dell’accoglienza di Arthur Avenue. “La Fiorentina è una squadra interessante in una città interessante e quando si fa competizione, la si fa per vincere, però non c’è una scadenza fra uno, due o tre anni”. 

LA FIORENTINA VISITA ANCHE LA COLUMBIA UNIVERSITY

I giocatori viola con l’allenatore Vincenzo Montella, i dirigenti e il Presidente Rocco Commisso, domenica nel campus della Columbia University, l’alma mater dell’imprenditore italo-americano. Commisso infatti, arrivato da bambino dalla Calabria nel Bronx nel 1963, poi iniziò la sua scalata al sogno americano vincendo una borsa di studio per l’università Ivy League giocando nella sua squadra di calcio. (Foto Fiorentina)

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