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Barcellona, arrestato l’ex presidente Bartomeu per il “Barçagate”

Diffamazione, corruzione illeciti amministrativi: la 13 Ventures diffondeva sui social commenti negativi verso i giocatori che criticavano l'operato della dirigenza

Barcelona stadium (Flickr)

Chi chiedeva l’aumento dello stipendio, o aveva divergenze con la dirigenza della squadra veniva bersagliato dai post negativi lanciati da falsi fan. Questa mattina a Barcellona l’ex presidente del Barça, Josep Maria Bartomeu è stato arrestato e con lui sono finiti in manette altri tre ex dirigenti del club catalano: Jaume Masfeerrer, capo del personale, Roman Gomez Ponti, capo dell’ufficio legale e l’attuale direttore generale, Oscar Grau.

Le ipotesi di reato sono diffamazione, corruzione e illeciti amministrativi. Tutti e quattro sono coinvolti nel ‘Barçagate’, inchiesta lanciata un paio di anni fa da un gruppo di tifosi abbonati sotto la bandiera di “Dignitad Blaugrana” che denunciarono il linciaggio mediatico ad una stazione radio privata, Caden Ser che cominciò a fare domande sia al club, che alle persone che avevano mandato i messaggi negativi.

Josep Maria Bartomeu (wikimedia)

Al centro dell’inchiesta giudiziaria la 13 Ventures, una società esterna che, per conto del club catalano, diffondeva sui social network commenti negativi nei confronti dei giocatori che chiedevano aumenti, facevano dichiarazioni in contrasto con la linea della società o dei dirigenti. La 13 Venturses si serviva anche di altre società mediatiche per lanciare gli attacchi la NS Group, Tantra Soft SA, Digital Side SA, Big Data Solutions SA e Futuric SA. Ma non era solo una questione di diffamazioni e ricatti. Parte dell’inchiesta, infatti, esamina anche i compensi in nero fatti per questa operazione con l’emissione di fatture spiccate a diverse componenti della società, dalla refezione all’abbigliamento, in modo da poter celare non solo l’ammontare dei pagamenti, ma anche il vero obiettivo per cui venivano fatti.

Il club ha emesso una nota in serata in cui annuncia “piena collaborazione con le autorità”, fermo però il “principio di presunta innocenza per tutte le persone coinvolte”. Bartomeu ha deciso di avvalersi della facoltà di non rispondere. Prima di lui, aveva fatto lo stesso Jaume Masferrer. Bartomeu e Masferrer passeranno la notte alla stazione di polizia di Les Corts, mentre – sempre secondo i media spagnoli – Òscar Grau e Román Gómez Ponti sono tornati a casa.

La storia era cominciata dai tempi di Pep Guardiola, lo straordinario allenatore di calcio che con il Barcellona ha vinto due Champions League, ma il suo ricordo nel cuore dei catalani fu nel campionato 2008-2009 quando conquistò la “triplete”: Champions League, Campionato e Coppa del Rey. In quell’anno, inoltre, il Barcellona stabilì il record con 20 partite di seguito vinte. Un allenatore innovativo che tutte le squadre più importanti d’Europa si contendevano. Dopo aver vinto la seconda Champion chiese un aumento di stipendio e con lui anche Lionel Messi e Gerard Piqué. E tutti e tre furono bersagliati da migliaia di post negativi mandati alla società e ai giornali. Pep Guardiola in particolar modo venne preso di mira dopo un litigio durante un allenamento con il direttore sportivo della squadra, Eric Abidal. Ad aprile dell’anno scorso, quando gli inquirenti avevano cominciato ad indagare e a fare le prime domande sulla 13 Ventures ai dirigenti della squadra sei membri del consiglio d’amministrazione del club si dimisero ed Emili Rosaud, ex vicedirettrice del club, aveva dichiarato che il contratto fatto dalla squadra di calcio con la I3 Ventures era irregolare e che non era stato ratificato dal consiglio di amministrazione. La società sportiva è un’associazione che vanta 220 mila soci che ogni quattro anni vota per il rinnovo delle cariche. Gli ultimi tre candidati che avevano sfidato Bartomeu sono stati anche loro bersagliati dalla campagna diffamatoria.

 

 

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