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New York e San Francisco hanno deciso: in NBA si potrà giocare solo se vaccinati

Nonostante la lega non abbia sancito l'obbligo, le due città hanno emanato leggi che impediscono di entrare negli impianti a chi non abbia almeno una dose

LAS VEGAS, NV - AUGUST 9: Kessler Edwards #14 of the Brooklyn Nets looks on against the San Antonio Spurs during the 2021 Las Vegas Summer League on August 9, 2021 at the Thomas & Mack Center in Las Vegas, Nevada - https://www.nba.com/nets/photos

La stagione dell’NBA è alle porte. Con il Preseason che inizierà il 3 ottobre e la Regular season in programma a partire dal 19 dello stesso mese, i giocatori più famosi degli Stati Uniti si preparano a scendere in campo. Allo stato attuale delle cose, per loro l’obbligo di vaccinazione non esiste.

Nonostante questo, però, le città di New York e San Francisco hanno approvato un pacchetto di leggi che vietano l’accesso a eventi a larga scala, palestre e luoghi di fitness a chiunque non abbia almeno una dose (New York) o non sia completamente vaccinato (San Francisco).

L’NBA ha comunicato che seguirà le regole predisposte dalle varie città e non è difficile ipotizzare che, andando avanti con la stagione, anche altri sindaci decidano di seguire l’esempio della Grande Mela.

La lega di basket ha provato a incentivare il ricorso al vaccino inviando una nota alle squadre del campionato con la quale ha invitato a sottoporsi all’iniezione il più alto numero di dipendenti possibili, aggiungendo che queste norme e restrizioni valgono solo per i giocatori di Nets, Knicks e Warriors e non per i professionisti che in quegli stadi giocheranno in trasferta.

Saranno ammesse solo due eccezioni alla mancanza del passaporto vaccinale: comprovate ragioni mediche o motivazioni religiose.

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