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La pagella della Champions: la Juve splende con la stella Chiesa; a Parigi brilla Messi

A San Siro il Milan deve arrendersi all'Atletico Madrid per colpa dell'arbitro Cakir, rischia l'Inter mediocre in Ucraina, Real Madrid e Barcellona sempre giù

Juventus’ Federico Chiesa jubilates after scoring the goal (1-0) during the Uefa Champions League soccer match Juventus FC vs Chelsea FC at Allianz Stadium in Turin, Italy, 29 september 2021 ANSA/ALESSANDRO DI MARCO

La due giorni di Champions League è stata divertente ed è servita a rimettere in asse il calcio italiano e i suoi campioncini che, dopo l’Europeo, avevano probabilmente una sbornia da smaltire.

La Juve, che annaspa in campionato, qui merita la copertina. Ha giocato contro i campioni d’Europa del Chelsea, che in estate avevano portato via Lukaku agli interisti. E ha vinto la più difficile delle partite grazie a Federico Chiesa che, dopo la partenza di Ronaldo per Manchester, sta diventando a tutti gli effetti un top player e che, nelle gerarchie bianconere pare destinato a prendere il posto proprio di CR7. Non c’erano né Dybala né Morata e il pupillo di Mancini è stato capace di mettere spalle al muro la corazzata del magnate Abramovich. Chiesa promosso con un bell’8.

Da un giovane eroe di Wembley all’altro, ovvero da Chiesa a Matteo Pessina che ha confermato come l’Atalanta possa essere una valida alternativa ai grandi club italiani ed europei. E’ lui ad aver segnato il gol che ha rimesso in corsa i bergamaschi, piccola realtà cresciuta negli anni e ora capace di farsi ammirare anche dai magnati dal calcio per l’equilibrio e l’efficacia della sua gestione. L’Atalanta dopo due partite è in testa al suo girone e, grazie ai suoi giovani, guarda dall’alto in basso il Manchester United di Ronaldo e Pogba. A Pessina va lo stesso voto di Chiesa: 8.

E’ andata male, malissimo al Milan. Contro l’Atletico di Madrid, quest’anno candidato a vincere la Liga che vede Real e Barca in una crisi economica per ora senza via di uscita, la squadra di Pioli ha giocato bene, tanto da essere spettacolare e applaudita a scena aperta dal suo esigente pubblico. Dominava la scena e costringeva l’Atletico a guardare e a rincorrere, fino a quando l’arbitro turco Cuneyt Cakir ha squadernato il peggio del suo repertorio. Dopo l’espulsione di Kessie (opinabile ma accettabile) ha letteralmente inventato un rigore per gli spagnoli. Un giocatore dell’Atletico ha preso la palla con la mano facendola rimbalzare sulla mano di un rossonero: rigore agli spagnoli, al minuto 97’, pochi secondi prima che scadesse il recupero. L’arbitro può sbagliare, ma che il Var abbia confermato la decisione, mentre tutti gli spettatori davanti alla tv avevano già visto e rivisto la scena, ha lasciato più di un sospetto. Per quattro volte, nell’arco della sua prestigiosa carriera ora al capolinea, Cakir ha incontrato squadre italiane (compresa la Nazionale nel giorno in cui fu eliminata dalle Svezia nell’ultima gara delle qualificazioni Mondiali) e per quattro volte le ha danneggiate. Il Milan è a quota zero e rischia così di essere ingiustamente eliminato ai gironi. Consideriamo Cakir degno erede del tristemente famoso ecuadoregno Bayron Moreno: il suo voto è 2.

Rischia grosso anche l’Inter che si è fatta fermare dagli ucraini dello Shaktar Donetsk, allenato dall’italiano De Zerbi che, dopo aver allenato (bene) il Sassuolo, ha iniziato la scalata verso i piani alti del calcio europeo. La squadra di Inzaghi ha comandato la partita, ma non ha tradotto in gol nessuna delle tante occasioni che si è costruita e ora langue anche lei in fondo alla classifica, sapendo che d’ora in avanti non potrà più segnare il passo. I nerazzurri non vanno oltre il 5,5.

Detto delle italiane, ecco una carrellata dagli altri campi. A Parigi tutti in piedi per il primo gol con il Psg di Leo Messi (voto 8, tanto per cambiare). Da segnalare la passione del guardalinee che ha seguito l’azione travolgente della Pulce con tanto trasporto da non accorgersi di essere entrato in campo ad ‘accompagnare’ la corsa del suo idolo. Va trattato bene per la spontaneità, anche se dall’alto gli sarà arrivata la reprimenda per il mancato self control. Comunque, guardalinee dal volto umano, voto 7.

Sempre a Parigi, ha finalmente debuttato in Champions anche Donnarumma, il miglior giocatore dell’Europeo, che gli equilibri interni dello spogliatoio parigino avevano costretto a una lunga attesa. L’erede di Buffon è stato bravo, anzi bravissimo e bene ha fatto a ribadire con i fatti, invece che con le stesse indignate parole del suo agente (Mino Raiola), la sua capacità di essere stella tra le stelle. Gigio si prende un bel 7.

E’ molto basso, invece, il voto (4) per le due grandi spagnole, Real Madrid e Barcellona. Due prestigiosi club in disarmo e disarmanti per il loro pubblico. Il Real è stato battuto in casa dalla novità Sheriff (voto 7), la prima squadra Moldava capace di affacciarsi al grande calcio e ora prima nel suo girone. La saggezza e l’equilibrio di Carlo Ancelotti non sono sufficienti ad arginare la valanga di debito che sta travolgendo i Blancos. Identico è il problema dei rivali catalani che, orfani di Messi e degli euro, hanno ceduto di schianto ai portoghesi del Benfica.

Belli erano i giorni in cui il Real sfoggiava Ronaldo e il Barca rispondeva con Messi. Ora i due attaccanti d’oro fanno gol altrove. Detto di Leo, mancava Cristiano: il suo Manchester era impegnato e fermato in casa sull’1-1 dal Villareal. Fino al 95’ quando il pallone è arrivato a CR7, mentre l’arbitro si metteva il fischietto in bocca per decretare la fine. Gol-partita all’ultimo secondo. Per quest’anno non cambiare: voto 8.

     

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