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Sorteggi Champions League, ovvero “oggi le comiche” e chi non ride è il Real Madrid

La farsa si è presto trasformata in "giallo". Il Real ha ingaggiato un pole di avvocati molto quotati per imporre alla Uefa un terzo sorteggio

La Champions League, massima espressione del calcio mondiale. Si sono tenuti a Nyon (Svizzera) i sorteggi dei prossimi turni ad eliminazione diretta, che inizieranno a febbraio.

Se avessero affidato questa semplice operazione all’organizzatore della tombola di paese, sarebbe andata meglio. Invece: è andato in onda, in diretta tv mondiale, qualcosa di simile a ‘oggi le comiche’.

Spettatori tra l’incredulo e l’allibito di fronte a un’indimenticabile, storica figuraccia, rimediata dall’Uefa, la federazione europea del pallone.

I paletti da rispettare perché tutto filasse liscio erano facili da piantare. Non si possono ancora incontrare squadre dello stesso paese né si possono incontrare di nuovo le squadre che si sono già affrontate nella fase a gironi.

Sembra facile. Tanto da pensare che non serva affidarsi a un computer per un’operazione che alle scuole elementari i ragazzini risolvono (meglio: risolvevano) facilmente con il pallottoliere.

Buon per la Uefa, in questo caso, che in realtà ci fosse lo zampino della tecnologia che ha consentito agli ‘alti’ dirigenti di scaricare la colpa sul server del provider esterno. Già sentita, molte volte, pure questa: quando una grande azienda (che sia la Sanità o che siano le Poste) va in tilt, la colpa è sempre e soltanto del provider esterno.

Quale sia l’origine dell’errore ha poca importanza. Di calcio si parla, quindi conta il risultato. In questo caso, disastroso.

Lunedì scorso intorno alle 13 via ai sorteggi ad opera di Andrei Arsavin, ex campione del calcio russo, con la supervisione di Giorgio Marchetti, vice segretario generale della Uefa. Arsavin pesca la pallina degli spagnoli del Villareal, che nel suo girone è arrivato secondo e quindi incontra per forza una testa di serie che non sia spagnola e che non può essere il Manchester United, con il quale aveva già giocato nei gironi. Arsavin pesca la seconda pallina per dare un’avversaria al Villareal e, tra lo stupore generale, escalama: Manchester United!

Intervento tempestivo dei dirigenti Uefa. Via la pallina del Manchester, si procede a un nuovo sorteggio e il Villareal si accoppia con l’altra squadra di Manchester, il City di Pep Guardiola. Tutto sistemato, pare che si possa proseguire senza ulteriori intoppi, dopo le risate del pubblico televisivo di mezzo mondo.

E’ ora il turno dell’Atletico di Madrid e l’errore si ripete: spagnoli accoppiati al Liverpool, avversaria ‘impossibile’ poiché lo scontro diretto c’era già stato nella fase a gironi. Palline invertite, in questo caso: nell’urna avrebbe dovuto entrare quella del Manchester United, non quella dei ‘Reds’. Sorteggio da ripetere per la seconda volta consecutiva. L’Atletico va a stare peggio e pesca il Bayern di Monaco, una tra le grandi favorite.

Facce incredule, mugugni, sospetti, appelli, mentre i ‘ capoccioni’ della Uefa capiscono che dopo due pasticci consecutivi c’è una sola via da battere, che è quella dell’annullamento dei sorteggi fin lì effettuati. Arriva da Ginevra un tweet molto ‘ bartaliano’: è tutto sbagliato, tutto da rifare, come si diceva per colpa provider esterno.

Tra i tanti spettatori disinteressati e divertiti, ce ne sono alcuni che rimangono molto seri e pensierosi. Sono i dirigenti del Real Madrid. Il club che ha conquistato il maggior numero di titoli europei, al primo sorteggio aveva pescato i portoghesi del Benfica, squadra facilmente abbordabile dai madridisti, ma dopo il vorticoso girare di palline si sono ritrovati abbinati al Psg, che è la squadra di Messi e Neymar, dunque la peggior avversaria possibile per i ‘blancos’ di Ancelotti.

Immediata la reazione di Florentino Perez, presidente del Real e potente imprenditore. Non crede alla regolarità del sorteggio e, senza dirlo esplicitamente, ma lasciandolo intendere facilmente, sospetta che sia stata tutta una pantomima per mettere in difficoltà il suo club che, com’è noto, era capofila nel tentativo di creare la Superlega europea e che per questo è entrato in rotta di collisione con la Uefa e con il suo presidente Vincenzo Infantino, cittadino svizzero di origine italiana.

La farsa si è presto trasformata in ‘giallo’. Il Real ha ingaggiato un pole di avvocati molto quotati per imporre alla Uefa un terzo sorteggio. Almeno una quota di ragione il Real pare averla: se il sorteggio è stato annullato dopo che gli errori erano costati all’Atletico un avversario peggiore del primo, perché non avere la stessa delicatezza nei confronti dell’altra squadra di Madrid?

Gli spettatori, scherzando, propongono a Netflix di farne una serie. Non avrebbe una grande audience tra i castigliani, ma di certo nel resto d’Europa si divertirebbero tutti.

 

 

 

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