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Il giudice ha deciso: Novak Djokovic ha ragione e può giocare gli Australian Open

Ora ha il diritto di partecipare al torneo, ma è ancora in sospeso la decisione sull'espulsione, che potrebbe essere ordinata dal ministro per l'immigrazione

Novak Djokovic - Ansa

Il primo set l’ha vinto lui, Novak Djokovic, chiuso da giorni in un hotel per rifugiati e ora libero di uscire e dirigersi verso la Rod Laver Arena, il campo centrale degli Australian Open dove è campione in carica.

A deciderlo è stato un tribunale australiano, che ha ordinato il suo immediato rilascio. Il giudice Anthony Kelly della Melbourne Federal Circuit Court ha infatti imposto al governo di consegnare al numero uno del mondo il passaporto e gli effetti personali, pagare anche le spese legali.

Djokovic era arrivato a Melbourne con un visto e un’esenzione vaccinale, ma i funzionari di frontiera non avevano ritenuto valido il permesso, supportati anche del premier Scott Morrison.

Sarà proprio il governo, infatti, ad avere l’ultima parola. Nonostante la sentenza emessa dal giudice, l’Australia potrebbe ancora ordinarne l’espulsione: il “ministro per l’Immigrazione ha il potere di cacciarlo”, ha avvertito il legale del governo Christopher Tran. In caso di espulsione, Djokovic non potrà rientrare nel Paese per tre anni.

Australian Prime Minister Scott Morrison – ANSA/EPA/LUKAS COCH

Sabato, gli avvocati di Djokovic avevano dichiarato i motivi per i quali al serbo era stata concessa l’esenzione dal vaccino: positività al coronavirus rilevata il 16 dicembre, anche se la data ha lasciato spazio a qualche dubbio. Lo stesso 16 dicembre Djokovic è apparso a un evento pubblico trasmesso in streaming e il giorno seguente ha preso parte a una cerimonia di premiazione senza indossare alcun tipo di protezione, come dimostrano le fotografie scattate in quell’occasione.

I legali del governo sono i più accaniti contro il fatto che Nole rimanga sul territorio australiano. “Se presentasse un rischio per la salute pubblica, l’ingresso gli sarebbe comunque negato”. A nessun visitatore è infatti garantito l’accesso all’arrivo e tutti sono soggetti a ulteriori controlli al confine. Inoltre, le infezioni da Covid-19, in Australia, non sono più un motivo valido per rinviare la vaccinazione contro il virus.

People hold placards up at a government detention centre where Serbia’s tennis champion Novak Djokovic is reported to be staying in Melbourne – ANSA

Molti australiani sono indignati dalla vicenda. “Le regole devono valere per tutti – dicono in coro – anche per le star dello sport. Tutto questo è imbarazzante”. Secondo la legge, per ricevere l’esenzione bisogna dimostrare di aver contratto la malattia in forma “grave e acuta”.

Ma, come scrive nella nota il ministro dell’interno Karen Andrews, “Non vi è alcun suggerimento che il ricorrente abbia affrontato una situazione del genere quando è risultato positivo”.

Il fratello di Novak, Djorde, parlando con il giornalista serbo Sasha Ozmo ha riferito che il leader delle classifiche sia attualmente in un nuovo stato di fermo: “L’unica cosa da fare è far circolare la notizia il più possibile. Vogliono nuovamente arrestare Novak che al momento è chiuso con i suoi avvocati nell’ufficio dove hanno seguito l’udienza. Non sanno cosa fare”.

 

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