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NYCFCup, i Mondiali di calcio si giocano anche nei quartieri di New York

Prime partite per il torneo amatoriale organizzato dal club del City Football Group

Si sono tenuti lunedì pomeriggio ad Astoria i primi incontri della NYCFCup, in uno dei campi creati grazie al patrocinio della New York City Soccer Initiative. Sfide parallele anche nei terreni costruiti a Crown Heights, in East Harlem e nel Bronx, dove le comunità dei quartieri periferici hanno ora "accesso a spazi sicuri per il gioco”, come ha spiegato Paul Jeffries, "Director of Community Developer" del NYCFC.

I trofei del Manchester City in esposizione ad Astoria, Queens (foto VNY)

Per un Mondiale che ha concluso oggi la prima giornata della fase a gironi, ce n’è un altro che è cominciato lunedì pomeriggio nei campi di calcio di East Harlem, Crown Heights, nel Bronx e ad Astoria.

Organizzata dal club del City Football Group, la NYCFCup ricalca il formato della massima competizione tra nazionali. Ovviamente definirla “Mondiale” è esagerato, eppure tra i partecipanti sembra aleggiare quello stesso spirito di competizione e attaccamento alla maglia che contraddistingue un qualsiasi professionista di Russia 2018. Anche quando, come nel caso della Tunisia, nessuno dei giocatori aveva indicato il team nelle preferenze. “Avrei voluto essere nel Messico, ma erano già al completo”, ci ha raccontato Edgar Soto, uno dei presenti alla partita inaugurale di Astoria.

La Tunisia in riscaldamento (foto VNY)

Le 32 squadre in gara si scontreranno nello stesso ordine delle nazionali del Mondiale russo fino alla finale, prevista per sabato 14 luglio. Il torneo, aperto ai primi 480 tifosi che sono riusciti a completare l’iscrizione, è uno dei tanti progetti della New York City Soccer Initiative (NYCSI), il partenariato tra sindaco De Blasio e il Mayor’s Fund to Advance NYC, la US Soccer Foundation, il NYCFC, Etihad e adidas.

Brendan, a sinistra, e Jeovanny, uomini partita di Colombia-Giappone (foto VNY)

“Dopo il successo dei campi che abbiamo inaugurato a East Harlem e a Sunset Park, Brooklyn, volevamo che anche i quartieri periferici avessero accesso a spazi sicuri per il gioco”, ha spiegato Paul Jeffries, “Director of Community Developer” del NYCFC. Ma qual è il ruolo della società nella NYCSI? “Aiutiamo a finanziare la costruzione e il mantenimento dei campi e a portare il calcio alla comunità per promuovere stili di vita sani […]. È solo l’inizio di un piano a lungo termine, ma vediamo già tanti ragazzi che usufruiscono di questi spazi a disposizione di migliaia di giovani”.

Siamo andati ad assistere ai primi due match della NYCFCup ad Astoria, nel rettangolo del Triborough Bridge Playground. Per un attimo mi è parso di trovarmi in mezzo ad una partita amatoriale di una serata estiva in Italia, anche se con molti meno spettatori e passanti curiosi. Quindi la sorpresa che non ti aspetti e che puoi ricevere solo a New York: cambio di programma last minute, i gironi G e H avrebbero giocato nel Queens, dove sono stati esposti i due trofei conquistati dal Manchester City nella stagione 2017/2018.   

Josephine Belluardo, a destra, e Georgia Frost, “player of the match” (foto VNY)

In Inghilterra-Tunisia, gli “inglesi” si sono subito dimostrati superiori e hanno portato a casa i tre punti della vittoria grazie alla prestazione di qualità delle uniche due ragazze del gruppo. Josephine Belluardo e Georgia Frost sono compagne di squadra in tre diversi team di altrettanti campionati della zona, femminili e non: i New York Shamrocks nella NY Metropolitan Women’s Soccer League, il Barsenal della NY Coed League e gli Oyster Crabs della Urban Soccer League. Jo è tifosa del Milan e Georgia, originaria dell’Inghilterra, supporta il Liverpool. Proprio lei è stata nominata “man of the match”, per l’occasione ribattezzato “player of the match”. “Sono stati gentili a darmi il riconoscimento”, ha scherzato la ragazza, ma noi siamo stati subito pronti a replicare che il titolo era del tutto meritato.

I tifosi in posa con i trofei del Manchester City ad Astoria

Prima ancora che si disputasse la vera Colombia-Giappone, i “nipponici” newyorkesi hanno anticipato il risultato battendo la formazione sudamericana. Due uomini partita: Brendan Ehrling, apparentemente il solo non ispanico tra le file della Colombia (“Ma ho tanti amici colombiani”), crede che il Brasile vincerà il Mondiale 2018 nonostante il pareggio contro la Svizzera; Jeovanny, colombiano di origine ma costretto a competere per il Giappone, sperava che la sua nazionale trionfasse all’esordio in Russia. 

Nelle due ore di sport che hanno coinvolto anche i bambini, abbiamo avuto una conferma: negli Stati Uniti il calcio non sarà popolare come il football, il baseball o il basket, ma almeno a New York siamo sulla buona strada.   

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