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New York, contenitore di mille diaspore, che insegna a vivere soli e immensi

Nell’individualismo più sfrenato e nella solitudine, una nuova passeggiata liberata

New York (foto Francesca Colosi / VNY).

In tutto questo caos di bellezza, tristezza, alienazione e musica che suona da mane a sera nel tuo ventre, si confondono tutti quegli elementi di ogni luogo del mondo. Ogni porzione del globo e ogni idioma

Una città, spesso, rappresenta uno stile di vita. C’è la città austera, quella elegante, quella provinciale e borghese, quella povera, quella che ha il mare e quella che ha il fiume. Ci sono cittadine di montagna o che sorgono tra i colli. Città con dialetti precisi, accenti che le caratterizzano, sapori unici. Ci sono città con climi miti e città fredde.

Tu adesso, New York, sei umidiccia e grigia, ma nel giro di poco puoi diventare chiassosa nel tuo cielo che si illumina di giallo, azzurro e chiarore di nuvole appena accennate.

Dentro di te si respira aria di solitudine oggi, e anche ieri c’era, sotto casa, uno dei tanti alienati che vive con te: si esprimeva con le braccia e la voce, mandava a quel paese qualcuno che non c’era. Un fantasma della mente, credo.

Tu, di fantasmi, ne crei tanti. Causi anche conflitti tra chi riesce a sopportarti e chi non ce la fa.

In tutto questo caos di bellezza, tristezza, alienazione e musica che suona da mane a sera nel tuo ventre, si confondono tutti quegli elementi di ogni luogo del mondo. Ogni porzione del globo e ogni idioma.

Tu non sei Messico, ma lo sei.

Tu non sei Togo, ma lo sei.

Non sei Irlanda, ma lo sei.

Non sei Burkina Faso, ma lo sei.

Non sei Italia, ma lo sei.

Non sei Ghana, ma lo sei.

Non sei Cina, ma lo sei.

Non sei Russia, ma lo sei.

E sei jamaicana, con quel tratto reggae che in te è dappertutto.

Sei il contenitore di mille diaspore. Comunità e solitudini. La vita portata all’estremo, anche all’estremo dell’opportunismo e del prendere, acchiappare sempre.

Puoi essere grandissima e puoi essere piccola.

Rappresenti ogni giorno una sorpresa, disponi nuovi ordini tutte le volte che ti vedo, nuove sfide a cui ci si abitua o si muore.

Il tuo ordine sta anche nelle cose della natura: i tuoi grilli canterini, le tue lucciole, tigli, olmi e magnolie ti rendono verde e rigogliosa tra le foglie e i petali.

Tra Brighton beach e Inwood tu, anche se inconsapevolmente, insegni che non bisogna trasformare una cosa immensa in una cosa minuta. Insegni che conviene aprire gli occhi e, a costo dello scotto della solitudine, a volte conviene vivere alla grande. Soli e immensi come te.

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