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I “regali” del coronavirus: i frigoriferi col “free food” nelle strade di Brooklyn

Nelle zone di Brooklyn, Harlem e Bronx, Thadeaus Umpster gestisce i frigoriferi lasciati in funzione per strada che procurano cibo gratis per i più bisognosi

Di certo non è la norma notare dei frigoriferi nelle strade di Bed-Stuy, Bushwick o Gowanus a Brooklyn, ma c’è un motivo ben preciso per la loro comparsa. Durante questa pandemia, molti cittadini di New York City non hanno la possibilità di permettersi grandi spese per il cibo e c’è chi non ha proprio i soldi per fare la spesa.

Un frigo “Free Food” nelle strade di Gowanus, Brooklyn (Foto VNY)

Questa campagna è iniziata quasi per sbaglio, quando Thadeaus Umpster trovò un frigorifero su Craigslist, ma date le grandi dimensioni, lo lasciò fuori riempito di cibo con un avviso: “Free Food”. Chiunque era invitato a prendere qualsiasi alimento necessario per la propria famiglia.

Adesso anche i ristoranti sono invitati a riempire il frigo con il cibo di scorta che altrimenti andrebbe sprecato. Approssimativamente, 1.4 milioni di persone usano programmi d’assistenza come mense o soup kitchens a New York per nutrirsi, e con COVID-19 questi numeri stanno aumentando. Tra febbraio e marzo, quando l’ impatto del COVID-19 è diventato grave, il frigorifero col “free food” in strada è diventato ancora più necessario come risorsa per i meno fortunati.

La premessa del frigorifero per alimenti gratis è semplice: prendi quello che ti serve e lascia quello che non ti serve. Umpster e i suoi coinquilini tengono pulito il frigorifero e si assicurano che sia sempre rifornito. I cittadini di Brooklyn dicono che questo è uno sforzo della comunità in cui contribuiscono tutti i ristoranti, i negozi di alimentari e i cittadini. “Le persone hanno bisogno di aiutarsi a vicenda”, ha detto Thadeaus Umpster, il custode del frigorifero. “Il governo è interessato a salvare le grandi aziende, le compagnie e compagnie aeree. E noi, gente di Brooklyn, dobbiamo aiutarci a vicenda. Dobbiamo stare insieme”.

Con il passaparola, la copertura mediatica del frigorifero di Umpster ed una maggiore consapevolezza dell’insicurezza alimentare dovuta alla pandemia, l’idea del frigorifero della comunità si è diffusa in città grazie a persone che volevano contribuire di più ai bisognosi dei loro quartieri. Ora ci sono nove frigoriferi in tutta la città.

Umpster spera che anche più frigoriferi comunitari siano installati in tutta la città e li vede come una soluzione: affrontano l’insicurezza alimentare, eliminano gli sprechi alimentari e creano una città più giusta. “Il motivo per cui lo facciamo, oltre a non voler vedere sprecare il cibo, è che crediamo che non dovrebbe importare se hai perso il lavoro, o se non hai più un lavoro, ma che tu riesca a mangiare in qualunque momento, anche di notte”, e aggiunge: “È qualcosa che suona così semplice, ma non è qualcosa in cui le persone hanno sempre creduto”.

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