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Thanksgiving a New York con la parata ma senza pubblico: chi dovremmo ringraziare?

Fra rischi di contagio e accuse di elezioni truccate l’America arriva al giorno del Ringraziamento non ben certa per chi e per che cosa bisogna esser grati

Snoopy l'astronauta alla Thanksgiving parade del 2019 di New York (Foto Brecht Bug/ Flickr https://www.flickr.com/photos/93779577@N00/49138435387/)

La sera della vigilia di Thanksgiving in condizioni normali una folla di migliaia di persone si riversa intorno al Museo di Storia Naturale. Nelle quattro strade che definiscono il perimentro del museo si stipa un numero impensabile di newyorkesi e visitatori che a mala pena riescono a procedere. Spalla a spalla come sardine inscatolate si muovono un passetto per volta nel tentativo di andare da Central Park West a Columbus Avenue, o dalla Settantasettesima Strada all’Ottanunesima.

È una sensazione sgredevolessima che non consiglio a chi soffre di claustrofobia perché si ha quasi l’impressione di venire soffocati senza modo di scappare. Ma non sono né i dinosauri, né gli effetti speciali ali Planetarium ad attirare un numero impensabile di visitatori in questo angolo della Upper West Side. È invece la tradizione di vedere gli enormi gonfiabili tenuti giù da grandissime reti che la mattina successiva saranno parte della tradizionale parata di Thanksgiving. Sono gonfi a sufficienza da permettere di riconoscere chi sono i personaggi dei fumetti di quest’anno ma non gonfi al punto tale da creare problemi prima dell’inizio della parata.

La sfilata prende il via appena a nord dell’ingresso principale del museo e prosegue per parecchie ore lungo Central Park West e Broadway. Si conclude, tre chilometri dopo, davanti a Macy’s. Sono questi i grandi magazzini che da novantasei anni sponsorizzano la Macy’s Thanksgiving Parade. E da novantasei anni non hanno mai saltato un anno, con l’eccezione degli anni della Seconda Guerra Mondiale. Ci voleva il Covid per costringere ad annullare uno degli eventi più caratteristici di New York — insieme alla Maratona e alla parata di Halloween.

I gonfiabili, insieme a bande musicali, majorette danzanti, ballerini e cantanti sfilano lungo le strade accolti dagli applausi della folla a entrambi i lati della strada. Sono per lo più famiglie con bambini, ma non esclusivamente e la corsa per accaparrarsi un buon punto per vedere inizia prestissimo al mattino. Già verso le sette la gente prende posizione e a volte per aiutare i bambini a vedere meglio ci sono genitori che si portano appresso una scaletta.

Macy’s, dopo la notte dei vetri rotti del 3 giugno, 2020 (Foto di Terry W. Sanders)

Ma quest’anno di parata non se ne parla affatto. E tanto meno di ressa sui marciapiedi intorno al Museo di Storia Naturale. Il sindaco Bill De Blasio ha proibito ogni genere di assembramento. Ha chiesto che i newyorkesi mantengano le distanze uno dall’altro anche in presenza del tacchino, figuriamoci dunque in presenza di quella ventina di gonfiabili che rappresentano personaggi più amati dai bambini. Una volta è Charlie Brown o SpongeBob, un’altra volta è AngryBird o Spiderman. Insomma, immaginiamo enormi gonfiabili in plastica cosí grandi da essere ad altezza d’occhio per chi vive al quarto o quinto piano degli edifici lungo il percorso della parata.

L’evento della vigilia intorno al museo è solitamente motivo di grande emozione per i più piccoli. Abituati ad andare a fornire presto, per una volta il mercoledì sera prima di Thanksgiving possono stare alzati a vedere i loro personaggi preferiti mezzi gonfi, anche se non ancora completamente gonfi per sfilare il giorno dopo.

Santa Claus durante la parata del Thanksgiving’s Day (photo by tweber1)

Per il quartiere dell’Upper West Side normalmente è una serata di ottimi introiti. Ristoranti pieni zeppi, stazioni della metropolitana colme che di più non si può, venditori ambulanti che fanno soldi a palate. Non quest’anno. La parata giù per tre chilometri di Broadway non ci sarà e tanto meno ci saranno i marciapiedi stracolmi intorno al museo. Il vuoto più totale. Non se ne parla nemmeno dunque dei tradizionali party a casa di quei fortunati che abitano in appartamenti con vista sulla Macy’s Parade. Tutti a casa mercoledì sera e tutti a casa giovedí mattina quando la parata sarà solamente un evento televisivo.

Sono mesi che il network Nbc, che ha i diritti per la messa in onda della Thanksgiving Day Parade in tutti gli Stati Uniti, insieme a Macy’s sta lavorando al progetto di marcare il Giorno del Ringraziamento con una parata pressoché virtuale. Qualcosa in piccolo, molto piccolo, avverrà nello spiazzo davanti a Macy’s ma sarà un evento a cui nessuno potrà partecipare di persona. Il rischio di contagio non è solamente per il pubblico ma anche per coloro che normalmente sarebbero occupati a organizzare la parata. A gestire i gonfiabili ci sono normalmente duemila persone; quest’anno solamente 130. A tenere sotto controllo il normale andamento della sfilato sono solitamente necessarie ottomila persone; quest’anno ne basteranno meno di mille. E pure i gonfiabili sono stati ridotti di un quarto. Erano sedici lo scorso anno; quest’anno saranno solo dodici.

Fra rischi di contagio e accuse di elezioni presidenziali truccate l’America arriva al giorno del Ringraziamento non ben certa di chi e che cosa ci sia da ringraziare. Fra maschere e distanze sociali si potrà a malapena riunirsi in famiglia per festeggiare in un clima poco consono ai ringraziamenti. Non ci rimarrà altro che ringraziare di avere ancora la televisione che, con la parata teletrasmessa, ci darà modo di illuderci che certe tradizioni non sono cambiate come ogni altro aspetto della nostra esistenza.

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