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2020, fuga dalla Subway di New York: la discesa negli inferi della metropolitana

Era il mezzo pubblico preferito dai newyorkesi, ma con la pandemia è tornata ad essere un rifugio per malati di mente e criminali dove si rischia la vita

Newyorkesi sulla subway in questi giorni (Foto di Terry W. Sanders)

Sono le 2 di pomeriggio di un martedí di fine novembre. Alex Weisman, attore teatrale e televisivo di un certo spessore, è in metropolitana nell’Upper West Side di New York. Nonostante abbia solamente trentatré anni ha già alle spalle una lunga carriera iniziata quando era piccolissimo ed era stato ingaggiato come modello-baby. Noto, ma non famosissimo, non è certo il tipo da venire riconosciuto in metropolitana da fan adoranti. Inoltre non ha un volto particolarmente memorabile. Capelli biondi tendenti al pel-di-carota, pelle rosata, dentoni bianchi All American. Tutto questo per dire che non è certo il tipo che attira attenzione.

Alex arriva alla fermata della 72sima Strada lunga la linea 2, la linea rossa come la chiamano i turisti italiani. È una fermata centralissima in zona residenziale. Scende dal convoglio, fa appena, appena due passi e viene colpito in volto da un dolorosissimo pugno. Un fan deluso? Per niente. Un perfetto sconosciuto che per nessuna ragione attacca l’attore e si allontana. Alex è dolorante, sanguinante ma soprattutto frastornato. Viene ricoverato in ospedale e gli riscontrano un distacco della retina. Ha subito l’attacco da parte di un mezzo squilibrato di quelli che in queste settimane non sono rari in metropolitana.

La subway di New York deserta (Foto di Terry W. Sanders)

Si può quasi dire che ad Alex sia andata bene. Il giorno successivo un uomo in transito per la stazione di Bryant Park (dietro alla biblioteca centrale) viene spinto sui binari. Autore del gesto è un mendicante, tal Justin Pena, con cui si era creato un diverbio. Il giorno dopo è una donna di quarant’anni a venire spinta sui binari. Il fatto avviene alla fermata di Union Square dove uno squilibrato – il ventiquattrenne Aditya Vamulapati –  la spinge appena prima che passi un convoglio. Per miracolo il treno le passa sopra al corpo senza sfiorarla.

Si va indietro invece di un tre mesi al caso di una donna che ha rischiato di venire violentata da uno sconosciuto che l’ha buttata per terra in una stazione della metropolitana nell’elegante quartiere dell’Upper East Side. Le era andata bene ma aveva rischiato brutto. E poi ci sono stati casi di accoltellamenti, furti e attacchi con una escalation che non si vedeva da anni.

Sono i casi più recenti in cui passeggeri del metrò si sono trovati a fare i conti con piccoli delinquenti e fuori di testa perché sono centinaia gli squilibrati che praticamente vivono in metropolitana. Sono senzatetto che di giorno vagolano per i vagoni e le stazioni del metrò perché non hanno molti altri posti dove andare. Causa Covid i rifugi per senzatetto chiudono durante il giorno per ridurre il rischio di contagi.

New York Subway al tempo della pandemia (Foto di Terry W. Sanders)

Mentre in metropolitana la popolazione di senzatetto aumenta, diminuiscono i passeggeri. Il numero di persone che va a lavorare nei grattacieli del centro direzionale è solamente il 20 per cento del periodo pre-Covid; con cinema, teatri e centri culturali chiusi non fa uso di metropolitana chi solitamente fruirebbe di queste strutture; con le frontiere chiuse mancano milioni di turisti. Non solo: ci sono anche molti newyorkesi che non si sentono sicuri a usare i mezzi pubblici: meglio i taxi, la bicicletta o addirittura meglio starsene a casa. Risultato: la metropolitana viene usata prevalentemente da quei lavoratori nel settore dei servizi che non hanno altro modo per andare a lavorare. Guarda caso infatti che le stazioni della subway nei quartieri centrali e residenziali sono mezze vuote mentre negli orari di punta le stazioni nelle zone periferiche sono piene zeppe.

Ed ecco la tragica ironia della situazione. L’MTA, ente per i trasporti pubblici, ha appena annunciato l’intenzione di aumentare la tariffa della corsa. In altre parole, si pagherà di più per avere il privilegio di condividere i vagoni della metropolitana con senzatetto, squilibrati e fuori di testa. Un privilegio non da poco considerato che chi ne farà le spese saranno proprio coloro che più di chiunque altro non possono permettersi di saltare neanche un giorno di lavoro. Stipati nelle stazioni di periferia per andare a lavorare come lavapiatti, fattorini o inservienti nei locali di fast food potranno solo pregare di non venire scaraventati sotto un convoglio in corsa o assaliti con coltello per un furto da quattro soldi. New York ha fatto un tuffo nel passato. 

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