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New York alza l’allerta e aumenta la sicurezza per l’inaugurazione di Biden

Per l'FBI i trumpisti potrebbero creare violenti disordini. L'NYPD intensifica la polizia al City Hall e assiste Washington inviando oltre 200 poliziotti

Un mezzo della NYPD danneggiato durante le proteste dello scorso giugno per la morte di George Floyd (Foto Chiara Trincia)

Gli eventi dello scorso 6 Gennaio, quando i trumpisti hanno invaso Capitol Hill in un tentato colpo di stato, non possono ripetersi, e per questo, Washington si sta armando per il 20 Gennaio, giorno in cui Joe Biden sarà ufficialmente eletto presidente degli Stati Uniti. Già durante questa settimana, quando la Camera si è riunita per votare sul secondo impeachment del presidente in carica Donald Trump, l’esercito della guardia nazionale era arrivato al Campidoglio, per assicurare che i processi esecutivi potessero svolgersi senza interruzioni, o violenze.

Ed ora, a soli 5 giorni dal termine del mandato di Trump, altre città degli USA stanno ergendo difese di vario tipo, per evitare disordini. Per esempio, il dipartimento di polizia di New York City, l’NYPD, sta rafforzando la sicurezza intorno al municipio, oltre ad inviare 200 agenti di polizia a Washington DC. Queste precauzioni sono state suggerite non solo dagli eventi della scorsa settimana, ma anche dai continui avvertimenti dell’FBI, secondo cui potrebbe verificarsi ancor più violenza in ​​tutto il paese.

Le truppe della National Guard dormono a terra dentro al Campidoglio (Immagine da youtube)

“Ci sarà un maggior numero di poliziotti intorno al municipio tra il 17 e il 20, non perché abbiamo ricevuto comunicazioni di intelligence specifiche”, “ma per una sorta di precauzione” ha detto il vice commissario dell’intelligence e dell’antiterrorismo John Miller, come riportato da Gothamist. Miller ha aggiunto che al momento non ci sono minacce specifiche per New York City.

Anche il governatore di New York, Andrew Cuomo, e il governatore del New Jersey, Phil Murphy, stanno inviando membri della guardia nazionale dei propri stati a Washington, nonché aumentando la sicurezza nelle proprie capitali, ad Albany e Trenton, anche se nessuna delle due ha ricevuto minacce di possibili disordini. 

Inoltre, la NYPD ha comunicato che sta indagando su un dipendente che potrebbe aver partecipato alle violenze nella capitale degli Stati Uniti la scorsa settimana, ma il vice commissario Miller non ha chiarito se più di un ufficiale sono sotto inchiesta, o se la partecipazione dei dipendenti fosse stata confermata, aggiungendo solo che la questione è gestita dagli Affari interni.

Le indagini non sono limitate solo al corpo di polizia: circa 100 detective NYPD della Joint Terrorism Task Force della città stanno lavorando con l’FBI per individuare le persone a New York che hanno partecipato all’attacco della scorsa settimana. Al momento sono stati arrestati Will Pepe, lavoratore della MTA, e Aaron Mostofsky, il famoso manifestante che indossava una pelliccia e corna di bue.

L’annuncio di Miller è avvenuto lo stesso giorno in cui il procuratore generale dello Stato di New York ha citato in giudizio la NYPD e la città di New York, sostenendo che le pratiche della polizia nel rispondere alle manifestazioni di questa estate di Black Lives Matter fossero state incostituzionali ed eccessivamente violente. Tanti, infatti, hanno criticato aspramente la risposta delle forze dell’ordine nei confronti dei manifestanti a Washington, che erano prevalente bianchi. In molti hanno paragonato le risposte “pacifiche” della polizia la scorsa settimana a quelle molto violente prese contro i manifestanti di Black Lives Matter, mettendo in dubbio l’utilità di inviare la NYPD a Washington, poichè molti la considerano supportare il presidente Trump.

Una manifestazione di Black Lives Matter questa estate con sullo sfondo Strand Bookstore (Foto di Terry W. Sanders)

“Lo abbiamo visto come la NYPD ha trattato i Proud Boys a New York City, rispetto a come ha trattato i manifestanti che marciavano in difesa delle vite dei neri” ha detto Joo-Hyun Kang, direttore di Communities United for Police Reform, come riportato da Gothamist. “Si parla dell’intero sistema… lavorano per proteggere la supremazia bianca”.

Come anticipato, a preoccupare l’FBI è la possibilità che i trumpisti si stiano organizzando per causare altri disordini su varie piattaforme online. Dopo che la maggior parte dei social media, fra cui Facebook, Instagram e Twitter hanno bandito gli account di Donald Trump, altre app sono “uscite a galla”, e sono già state rintracciate molte conversazioni di estremisti, in cui discutevano nuovi piani di attacco. I trumpisti si sono riversati su queste nuove app di nicchia, che sono cresciute di svariati milioni di iscritti nei giorni passati.

New York City però, non dovrebbe essere colpita da disordini. La città è storicamente democratica, e quando vinse Joe Biden, per esempio, le persone si sono riversate per strada festeggiando per la sua vittoria. Il 20 Gennaio sarà sicuramente una giornata ricca di tensioni per tutto il mondo, e in particolare per gli Stati Uniti, ma si spera che la capitale arriverà preparata.

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