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New York entro 48 ore finirà le scorte di vaccino, accusato il governo federale

Cuomo scrive all'amministratore delegato della Pfizer per chiede che il vaccino venga venduto direttamente allo Stato senza passare da Washington

Sandra Lindsey, un'infermiera al Long Island Jewish Medical Center, in Queens, riceve la prima dose. (Image from youtube)

Il sindaco Bill de Blasio settimane fa aveva fissato un obiettivo ambizioso per New York City: un milione di vaccinazioni contro il coronavirus entro la fine di gennaio. Ma il ritmo lento del lancio iniziale del vaccino ha smorzato quella speranza. Ed ora i funzionari della città si trovano ad affrontare un nuovo ostacolo: non ci sono dosi sufficienti. Martedì, il sindaco ha avvertito che la città stava per esaurire le sue scorte entro la fine della settimana.

“Non avremo letteralmente più nulla da somministrare a partire da venerdì” ha detto de Blasio, come riportato dal New York Times. “Non è così che dovrebbe essere”. Il primo problema deriva dal fatto che le vaccinazioni sono aumentate, mentre le dosi erano limitate. Altri newyorkesi – inclusi agenti di polizia, lavoratori del trasporto pubblico e insegnanti – hanno potuto iniziare a ricevere il vaccino la scorsa settimana. Ma a partire da martedì mattina, secondo i funzionari sanitari della città, solo circa 116.000 prime dosi erano rimaste in magazzino. Da mercoledì scorso, in media, la città ha distribuito circa 24.000 prime dosi al giorno. Ne rimangono, quindi, davvero poche.

Il sindaco Bill de Blasio (di Gage Skidmore, commons.wikimedia).

Un’altra spedizione di vaccini è prevista per martedì prossimo. Tuttavia, con l’apertura dei siti di vaccinazione allo Yankee Stadium, al Citi Field e all’Empire Outlets di Staten Island, il sindaco ha richiesto allo stato di aumentare i rifornimenti per la città. Senza successo, il governatore di New York, Andrew Cuomo, ha ripetutamente sollecitato i funzionari federali ad espandere l’offerta di dosi.

E le sfide non finiscono qui. In vari siti si sono presentate centinaia di persone, attratte da false voci di corridoio che alcuni sedi avessero dosi extra. In altri ospedali, invece, data la lentezza della somministrazione del vaccino all’inizio, alcune dosi inutilizzate sono state addirittura gettate via.

Inoltre, molti lavoratori delle case di cura, in particolare, stanno rifiutando di essere vaccinati, sollevando non poche preoccupazioni. Non può esserci esitazione da parte di coloro che sono in contatto con individui ad alto rischio di una grave infezione. Infine, alcuni esperti di salute pubblica temono che l’espansione di idoneità ad un maggior numero di persone distruggerà l’obbiettivo di dare priorità alle comunità colpite più duramente dal virus, principalmente i newyorkesi a basso reddito e le persone di colore.

Andrew Cuomo, governatore dello stato di New York, durante la conferenza stampa

Secondo il governatore Andrew Cuomo, la scarsità del vaccino è una “bugia”, e da giorni incolpa il governo federale, accusandolo di negare deliberatamente le scorte senza motivo, poiché queste esisterebbero, e New York ne ha disperatamente bisogno. Lunedì, Cuomo ha annunciato di aver inviato una lettera al presidente e amministratore delegato della Pfizer, Albert Bourla, chiedendo di poter acquistare le vaccinazioni direttamente, per darle al suo stato di New York. Pfizer è una società indipendente con sede a New York e non ha aderito al programma “Operation Warp Speed” con il governo federale, cosa che ha fatto invece Moderna.

Se Pfizer fosse d’accordo, sarebbe la prima volta che uno stato acquista il vaccino direttamente da un’azienda farmaceutica. “È assolutamente chiaro che questi vaccini sono le armi che alla fine vinceranno la guerra contro il COVID-19” ha scritto Cuomo nella lettera, come riportato da Patch. “Ma con l’aumento dei ricoveri e dei decessi in tutto il paese questo inverno, siamo in corsa con il virus, e perderemo, a meno che non aumentiamo drasticamente il numero di dosi che arrivano ai newyorkesi”.

Cuomo e De Blasio possono forse sperare nel prossimo futuro. Proprio oggi, infatti, il presidente eletto Joe Biden sarà ufficialmente inaugurato, e forse provvederà a mandare più dosi al Paese, creando una cooperazione più produttiva fra il governo federale e lo Stato.

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