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Cuomo avrebbe occultato il numero di morti Covid nelle case di riposo di New York

La rivelazione è di Melissa DeRosa, collaboratrice del governatore: "Le informazioni sarebbero state usate contro di noi" da procuratori federali

Una anziana paziente arriva al Mount Sinai Hospital di New York (UN Photo/Evan Schneider)

Melissa DeRosa, la collaboratrice principale del governatore di New York, Andrew Cuomo, si è scusata privatamente con i legislatori democratici per aver tenuto nascosto il bilancio delle vittime nelle case di riposo dello stato, durante la pandemia di COVID-19. DeRosa ha detto che il team si è “congelato” dalla paura, credendo che il numero effettivo di morti sarebbe stato “usato contro di noi” dai procuratori federali, come riportato dal New York Post.

Questa incredibile ammissione dell’occultamento dei dati è stata fatta dalla segretaria del governatore Melissa DeRosa durante una videoconferenza con i leader democratici statali, in cui ha affermato che l’amministrazione Cuomo aveva respinto una richiesta legislativa per il conteggio dei decessi ad Agosto perché “proprio nello stesso periodo, l’allora presidente Donald Trump, aveva trasformato la pandemia in un gioco politico”, secondo una registrazione audio dell’incontro di oltre due ore.

“Trump aveva cominciato a twittare che avevamo ucciso tutti nelle case di cura” ha detto DeRosa. “Aveva iniziato a ‘perseguitare’ il governatore del New Jersey Phil Murphy, il governatore della California Gavin Newsom, il governatore del Michigan Gretchen Whitmer”. Inoltre, oltre ad attaccare i colleghi governatori democratici di Cuomo, secondo DeRosa, Trump ha ordinato al Dipartimento di giustizia di fare un’indagine sul team di Cuomo.”E fondamentalmente, ci siamo congelati”, ha detto ai legislatori durante la chiamata.

“Allora eravamo in una posizione in cui non eravamo sicuri se le informazioni che eravamo in procinto di dare al Dipartimento di giustizia, o ai legislatori, sarebbe state usate contro di noi; e non eravamo sicuri se ci sarebbe stata un’indagine”, Secondo DeRosa, quest’incertezza ha giocato un ruolo fondamentale nella loro decisione di non rilasciare i dati ufficiali.

Dei soldati escono dalla casa di riposo West Acres Alliance, dopo aver testato i residenti contro il covid-19. (U.S. Air National Guard photos by Capt. Bonnie Blakely)

Dopo aver lanciato questa “bomba”, DeRosa ha chiesto “di ricordarsi del contesto in cui ciò è avvenuto” e ha offerto quelle che sembrano essere le prime scuse dell’amministrazione Cuomo per come ha gestito la situazione delle case di cura durante la pandemia. Mancano però le scuse ai i familiari delle oltre (per ora) 13,000 persone che sono morte a causa del COVID-19 nelle case di riposo. Oppure una risposta alle accuse dei critici, secondo i quali il dipartimento di sanità di NYC ha favorito la diffusione del coronavirus nelle case di riposo quando ha concesso ai pazienti infetti di essere ammessi. DeRosa si è concentrata invece solo sullo scusarsi con i legislatori per l’inconveniente politico che questo occultamento ha causato loro.

Il Governatore Andrew Cuomo (Illustrazione di Antonella Martino)

I legislatori democratici, non sorprendentemente, non hanno accettato le scuse di DeRosa. Come riporta il New York Post, il presidente del comitato per la salute dell’Assemblea, Richard Gottfried (D-Manhattan), ha immediatamente respinto l’espressione di rimorso di DeRosa, secondo la registrazione. “Non ho abbastanza tempo oggi per spiegare tutte le ragioni per cui credo a queste scuse,” ha detto Gottfried, uno dei legislatori che aveva richiesto i dati sul bilancio delle vittime ad agosto.

Similmente, la presidente della commissione per il Senate Aging dello stato Rachel May (D-Syracuse) – che quando si è candidata per la rielezione ha subito varie accuse per la questione delle morti nelle case di cura – ha attaccato DeRosa. “E il problema per me, il problema più grande di tutti è che mi sono sentita come se dovessi difendere – o almeno non attaccare – un’amministrazione che sembrava nascondere qualcosa,” ha detto May, come riporta il New York Post. “E durante una pandemia, quando vuoi che il pubblico si fidi dei funzionari della sanità pubblica, e c’è questa chiara sensazione che non c’è trasparenza, mantenere questa fiducia è davvero difficile e rimane difficile.”

Trump alle prese con la pandemia in una illustrazione di Antonella Martino

Dopo che il procuratore generale dello stato Letitia James il mese scorso ha pubblicato un rapporto che stimava che le morti dei residenti delle case di cura erano tristemente 50% in più dei numeri attuali, il commissario per la salute Howard Zucker ha finalmente rilasciato i dati, che mostrano che il totale combinato, il 19 Gennaio, era di 12.743. Solo un giorno prima, il DOH pubblicamente aveva riconosciuto solo 8.711 decessi nelle case di cura.

In una lettera di mercoledì ai legislatori, Zucker ha detto che il numero totale di residenti in case di cura uccisi dal COVID-19 è aumentato a 13.297. Quel numero salta a 15.049 quando vengono prese in considerazione le strutture per la vita assistita / per adulti. La controversia generata dal rapporto di James ha portato a una famigerata conferenza stampa, in cui Cuomo ha risolutamente respinto la questione riguardo dove si siano effettivamente verificati i decessi nelle case di cura. “A chi importa se sono morti in ospedale, o sono morti in una casa di cura? Sono morti,” ha detto Cuomo.

Insomma, la spiegazione generale fornita da Cuomo e dal suo team è quella di volersi difendere da una persecuzione federale, poichè affermano che Trump in quel momento stava usando come tattica quella di incolpare gli stati democratici per la pandemia. Ma ora che il numero accurato di decessi inizia a diffondersi, l’amministrazione dovrà fare i conti non soltanto con i legislatori, che sono furiosi per la mancata trasparenza, ma anche con le famiglie di deceduti, che potrebbero creare parecchie complicazioni.

 

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