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Il sito dello stato di New York va in tilt dopo l’aumento dell’idoneità al vaccino

Oltre 2 milioni di persone in più possono ricevere il vaccino anti-Covid e il sito su cui prenotare gli appuntamenti domenica non ha più retto

In fila a Manhattan in attesa del test per il covid-19 (Foto d Terry W. Sanders)

A partire da domenica scorsa, un nuovo gruppo di persone, comprendente coloro che hanno delle condizioni preesistenti che potrebbero causare problemi se viene contratto il coronavirus, è idoneo a ricevere il vaccino anti-Covid. Il sito web su cui effettuare la registrazione per il vaccino, diretto dallo Stato di New York, è stato quindi “aperto” a milioni di persone in più. Ma proprio come un mese fa, il sito web ha faticato a tenere il passo con la calca di persone che hanno cercato di prenotare una fascia oraria per farsi vaccinare.

Alle 8 del mattino il sito ha esteso l’idoneità per tutte le persone con qualche condizione di base, che include persone con cancro, con asma (moderata o grave), diabete e altre patologie. All’inizio, la pagina web mostrava dei campi vuoti, che presumibilmente avrebbero dovuto mostrare le domande sulle condizioni pre-esistenti. Per coloro che sono riusciti a superare le domande iniziali di idoneità, il server del sito però ha impedito loro di accedere agli appuntamenti in vari siti che avevano disponibilità, come il Javits Center.

Nella sola New York City, circa 4,5 milioni possono ora ricevere il vaccino, che corrisponde a circa la metà della popolazione della città, secondo il dipartimento della salute della città. Il numero è salito notevolmente questo weekend, dato che ora include queste persone con varie condizioni di base, che nelle ultime settimane stavano aspettando con ansia delle novità sulla loro ammissibilità al vaccino, dopo che l’idoneità era stata estesa ai lavoratori essenziali e persone di età pari o superiore a 65 anni.

Un esempio delle domande, e dei problemi, che si possono vedere sul sito del governo.

Un portavoce del dipartimento della salute dello stato, Gary Holmes, ha detto domenica pomeriggio che lo screening per l’idoneità e il sito di pianificazione “funzionano estremamente bene”, come riporta Gothamist. Alle 13:00, più di 876.000 persone avevano utilizzato lo strumento di screening dell’idoneità, e sono stati prenotati circa 350 appuntamenti al minuto, più di 100.000 in totale. A paragone dell’inizio della campagna di vaccinazione, quindi, quando non c’erano abbastanza dosi o personale, si tratta comunque di un successo.

“Come previsto, il sito sta registrando un’enorme volume di richieste, dopo che questa mattina la possibilità di prendere gli appuntamenti è stata estesa a moltissimi altri newyorkesi,” ha detto Holmes, come riporta G0thamist. “Abbiamo avvertito i newyorkesi che si sarebbe registrata una quantità di richieste molto elevata, e per aiutare nella programmazione abbiamo aggiunto “sale d’attesa” online a ciascun sito, per agevolare il flusso di traffico. Come abbiamo dimostrato nei giorni scorsi, la nostra rete di distribuzione sta funzionando al meglio, e ora che abbiamo una fornitura maggiore di vaccini, siamo pronti a somministrarne ancora di più.”

Un ospedale a New York dove che è anche uno dei centri per vaccinarsi (di Terry W. Sanders)

La mancanza di un unico sistema di pianificazione ha complicato il lancio del vaccino a New York sin da metà dicembre. In risposta, il sindaco Bill de Blasio si è impegnato a rendere il sistema più semplice, offrendo dei “piani famiglia” e aggiungendo più lingue. Il problema, però, non è solo tecnologico: è la mancanza di un sistema sanitario unificato che ha reso più difficile la creazione di un unico sito web di registrazione. A complicare la questione è anche il fatto che, fatta eccezione per il Javist Center, che non prende appuntamenti al momento, non ci sono altri siti dove potersi vaccinare a NYC, perlomeno secondo il sito dello stato. 

Come si fa, quindi? Bisogna spostarsi di varie centinaia di chilometri, ed andare in città come Albany o Syracuse? In moltissimi, giustamente, non se lo possono permettere, ne economicamente, ne in termini di tempo. La speranza è quindi che i siti di vaccinazione all’interno della città riprendano a funzionare regolarmente, e riescano a smaltire efficientemente il numero elevato di richieste, così che sempre più gente nella Grande Mela è protetta contro il COVID-19, e si può iniziare a ricominciare.

 

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