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È morto Ronald De Feo, il super killer di Amytiville che sterminò l’intera famiglia

La sua furia omicida ispirò il film "Amytiville Horror"; a New York l'uomo stava scontando una condanna all’ergastolo per il massacro dei 4 fratelli e i genitori

di Claudia Cosi

La locandina del film

Il fucile di “Butch” non spara più. E’ morto il super killer di Amytiville. Sull’autostrada 495 che da Manhattan porta agli Hamptons è impossibile non vedere l’uscita di Amytiville, che tutti riconoscono come il villaggio dell’orrore.

La Cittadina è famosa solo dal 1974 quando Ronald DeFeo un giovane di 23 anni soprannominato “Butch” con problemi di eroina, massacrò l’intera famiglia di 6 persone con un fucile per poi andare tranquillamente a lavorare la mattina dopo. Condannato a 6 ergastoli consecutivi, De Feo è morto ieri a 69 anni in un ospedale di Albany piantonato dagli agenti ma nessuno è mai riuscito a scoprire il vero motivo di quell’orribile strage. Nel pomeriggio del 13 novembre del 1973, intorno alle 18,30 dopo il lavoro, Ronald entrò nel bar a pochi isolati da casa e diede l’allarme dicendo: “Mi dovete aiutare… un killer della mafia ha sterminato mio padre mia madre e tutti i miei fratelli… E’ scappato, ma so chi è…”. Fece il nome di Luis Falini, un affiliato della famiglia Genovese che però si trovava in un altro stato al momento della strage e aveva un alibi di ferro.

La polizia di Suffolk County non ci mise molto a capire che i sospetti pesavano invece tutti su di lui che aveva già qualche precedente per il furto di un motore marino, ma rimase sorpresa nel costatare che tutte le vittime fossero state colpite nel sonno e tutte quante con dei colpi alla testa come un’unica gigantesca esecuzione. Lui sostenne anche di aver prima addormentato tutta la famiglia con del sonnifero. I vicini di casa non si accorsero di nulla, il fucile non aveva il silenziatore e nella bella casa al 112 di Ocean Avenue, con 5 camere da letto e 4 bagni che si affaccia sul canale solo il cane aveva abbiato nella notte.

Al processo gli avvocati difensori di Ronald puntarono sull’infermità mentale e sugli eventuali effetti della droga, ma il tribunale fu irremovibile nel condannarlo a 6 ergastoli consecutivi. La casa venne messa subito in vendita per 670.000 dollari, ma i nuovi proprietari scapparono dopo meno di un anno perché sostenevano che fosse avvolta da una maledizione e popolata di fantasmi. Oggi è di nuovo abitata ed ha anche incrementato il suo valore.

Ronald De Feo, il killer di Amityville, New York (wikimedia)

Sullo sterminio di 4 ragazzi di 9-12-13 e 18 anni e dei loro genitori sono stati scritti libri e realizzato un film dal titolo “Amytiville Horror”.

In carcere Ronald aveva continuato a rilasciare confessioni diverse anche ai giornali dopo il processo arrivando ad ammettere che lo sterminio sarebbe stato compiuto per incassare i soldi dell’assicurazione sulla vita fatta dal padre, senza doverla dividere con nessun altro.

“Quando ho iniziato a sparare ho sentito come un impulso – ha dichiarato Ronald ad un detective – e non mi potevo più fermare. E’ accaduto tutto molto rapidamente”. Ciascuna vittima è stata trovata a faccia in giù sul cuscino nella propria stanza con un enorme foro sulla nuca.

Nel 1990 il pluriassassino presentò una petizione al tribunale per aver la sentenza revocata perché sostenne che a sterminare la famiglia era stata in realtà la sorella Dawn insieme ad un altro uomo e che lui alla fine l’avrebbe uccisa, ma solo per legittima difesa sconvolto dall’orrore che lei aveva provocato.

Ci hanno provato in tanti a dare una logica al masscaro di Amytiville. Negli anni scorsi un reporter locale cavalcò la teoria che Ronald De Feo continuava a sentire voci notturne minacciose e temeva che la famiglia e la mafia tramassero contro di lui per eliminarlo.
Adesso sarà l’autopsia a stabilire la causa certa della sua morte, che potrebbe essere stata provocata anche dal Covid, ma di sicuro non riuscirà a chiarire il massacro di Butch in riva al canale di Amytiville.

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