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A New York una squadra di paramedici salva le vite degli uccelli migratori

Lungo l’Atlantic Flyway sono in milioni ad incontrare la minaccia dei vetri e delle illuminazioni dei grattacieli della città e le collisioni sono spesso mortali

Uccelli a New York (foto di Terry W. Sanders)

I grandi grattacieli di New York sono una pericolosa minaccia per molte specie di uccelli migratori, tra cui la maggior parte canori, che spesso viaggiano di notte e durante il volo oltre a non rilevare il vetro trasparente degli edifici come una barriera, le luci intense della città li attirano per poi disorientali con i riflessi del cielo. Così a migliaia si scontrano a tutta velocità contro le lastre riflettenti degli edifici e perdono conoscenza. Audubon stima che ogni anno a New York muoiono da 90.000 a 230.000 uccelli migratori a causa di scontri edilizi. Questo perché la città si trova lungo l’Atlantic Flyway, un ampio corridoio che gli uccelli usano per viaggiare dall’America centrale o meridionale verso zone di riproduzione fino al nord del Circolo Polare Artico.

I volontari di Safe Flight percorrono rotte regolari durante la migrazione primaverile e autunnale per trovare uccelli morti e feriti. (Credit: Profilo Ig Audubon)

Per far fronte a questo problema circa 30 volontari del Project Safe Flight di New York trascorrono le loro giornate in giro per la città alla ricerca di uccelli feriti. Questi volontari forniscono assistenza medica per quelli lesionati ma spesso raccolgono anche quelli morti e documentano le aree più pericolose, identificando le specie che sembrano essere più a rischio di collisioni. Una volta trovati, gli uccelli vengono raccolti e messi al sicuro in piccoli sacchetti traspiranti di carta, dove riposano, per ridurre al minimo lo shock e lo stress, per poi essere portati al centro di cura del Wild Bird Fund.

Mentre l’animale riposa, un riabilitatore della fauna selvatica autorizzato controlla il peso e gli somministra cure, come gocce per una lesione agli occhi o un antinfiammatorie a basso dosaggio per i trauma cranici. Per i casi critici invece è disponibile un’incubatrice in terapia intensiva. Una volta poi confermati il ​​tipo di specie e le lesioni, tutti i dati vengono catalogati nel database di Bird e quelli raccolti aiutano gli ambientalisti a stimare le morti complessive e a trovare delle soluzioni per mitigare il problema, basta pensare che nelle migrazioni autunnali quando le giornate sono più fredde, gli uccelli incoscienti rischiano l’ipotermia in pochi istanti.

Dopo che l’uccello si è ripreso, trascorre del tempo di riabilitazione con altri compagni volatili prima di essere rilasciato a Central Park in primavera, nella Great Swamp del New Jersey o nel Breezy Point nel Queens in autunno. I paramedici degli uccelli raccolgono 30-50 uccelli al giorno nelle prime stagioni migratorie, ma sfortunatamente solo il 50 percento di questi sopravvive. Tuttavia, la loro missione è quella di salvare vite e soprattutto sperano che con i loro dati riescano a far per emanare leggi statali e cittadine che impongano pratiche edilizie rispettose degli uccelli. Basterebbero per ridurre le collisioni dei piccoli accorgimenti, come ad esempio quello di regolare le illuminazioni negli edifici durante il periodo delle migrazioni. Kaitlyn Parkins, biologa della conservazione, ha detto che ci sono una varietà di tecniche che possono aiutare gli uccelli a riconoscere il vetro come una solida barriera, si può decorarlo esternamente o applicare una pellicola colorata.

Dal 1997, il monitoraggio formale delle collisioni di New York Audubon ha documentato le collisioni di 113 specie di uccelli. Credit: Sophie Butcher, Ig Audobon.

All’inizio di quest’anno, è entrata in vigore una legge che richiede che in tutte le nuove costruzioni vengano utilizzati materiali compatibili per la tutela dei volatili. Inoltre NY Audobon, istruisce e collabora con politici, sviluppatori, architetti e proprietari di edifici per ridurre i rischi dei vetri e delle luci attraverso l’uso di principi di progettazione che rispettano gli uccelli. Ad ogni modo il Dipartimento degli edifici di New York, sostiene che se anche il problema continua a sussistere sembra che si stiano muovendo i primi passi per ridurre al minimo le collisioni. 

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