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Primarie a New York: democratici ancora da decidere, Sliwa vince quella repubblicana

Sarà il fondatore dei Guardian Angel a sfidare chi vincerà tra Eric Adams (in testa col 31.7%) Maya Wiley (seconda con 22.3%) Kathryn Garcia (19.5%)

di Claudia Cosi

Eric Adams mentre festeggia il suo piazzamento in testa alle primarie, anche se il risultato finale si verrà a sapere soltanto agli inizi di luglio (Youtube)

Con l’applicazione del “Ranked-Choice” che tiene in considerazioni fino a 5 preferenze successive ad ogni ora la classifica dei democratici potrebbe cambiare

NEW YORK 22 giugno- Affluenza non straordinaria ma incertezza  solenne per la corsa a sindaco di New York. L’unica certezza viene dai repubblicani che con due soli candidati in lista hanno dato una schiacciante vittoria a  Curtis Sliwa il fondatore dei Guardian Angel che con 14288 voti  ha raggiunto il 72% e dominato il suo avversario Fernando Mateo fermo al 28%. Sarà insomma l’uomo col baschetto rosso a sfidare a novembre l’uomo o la donna che emergerà come candidato uscente dei democratici.

Con 207.522 schede conteggiate invece la corsa  dei candidati dell’asinello vede temporaneamente in testa Eric Adams con 31,7%  in continuo aggiornamento, Maya Wiley a sorpresa seconda col 22,3%,  Kathryn Garcia terza col 19,5%  e Andrew Yang fermo al 11,7% mentre è crollato completamente Scott Stringer che non è andato oltre il 5,0% al momento in cui scriviamo.

Maya Wiley martedì sera festeggia con i suoi sostenitori una posizione che potrebbe ancora farle vincere la nomination democratica

Con l’applicazione del “Ranked-Choice” che tiene in considerazioni fino a 5 preferenze successive ad ogni ora la classifica dei democratici potrebbe cambiare anche perché la Garcia ha fatto una sorta di patto con Yang e sarà lei probabilmente  a beneficiare dei voti di seconda linea.

Kathryn Garcia martedì sera ha detto ai suoi supporter che è ancora la corsa alla nomination non è decisa

Resta da vedere però chi sono state le seconde scelte per i sostenitori di Maya Wiley l’avvocato attivista e commentatrice televisiva considera la più a sinistra dei candidati in lizza.

L’adesivo che ogni elettore newyorchese ha ricevuto dopo aver votato

Raymond McGuire l’ex banchiere di colore che si è buttato nella mischia con i voti e forse anche i soldi di Wall Street è riuscito a conquistare solo un modesto e quasi umiliante 2,7% pari soltanto all’altra pessima figura di Shaun Donovan che non lo ha aiutato essere stato uno dei membri del gabinetto di Barack Obama.

Ci vorranno forse fino a 3 settimane di tempo (si parla addirittura del 9-10 luglio)per capire chi dei democratici coi nuovi riconteggi supererà la soglia del 50,01% ma a New York pur nella tensione e vivacità della disputa politica la gente non pensa che in queste primarie sia successa alcuna frode come invece Curtis Sliwa ripetendo la grande bugia di Trump già lancia l’allarme per  quella che per lui diventerà la sua “mission impossible” di novembre per conquistare City Hall.

Un seggio elettorale in una scuola di Brooklyn (Foto VNY)

In quello he si presenta un testa a testa  finale fra Adams e la Garcia, l’ex poliziotto diventato attivista e presidente  di Brooklyn è  in testa con oltre il 30% nel Queens e nel Bronx dove sfiora il 45% a Staten Island e naturalmente a Brooklyn. Ma la Garcia a Manhattan ha ottenuto il 39% e lui solo il 16%. A decidere insomma saranno gli accoppiamenti fra prima seconda o terza scelta che gli elettori hanno deciso di fare.

Curtis Sliwa, con accanto l’ex mayor Rudolph Giuliani, martedì sera festeggia la nomination repubblicana per le elezioni a sindaco d New York

In altre parole la “Raked Choice” che in futuro potrebbe essere presa a modello anche da altre grandi città e stati toglie l’emozione per il “vincitore immediato” ma evita milioni e milioni di dollari che si spendono per i ballottaggi

Di sicuro un dato è apparso chiaro gli elettori democratici di New York: hanno dato alle donne candidate quasi il 48% dei voti quindi potrebbe essere una di loro la prossima “prima cittadina” della storia  nella città che sta tornando a non dormire mai.

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