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Crimine a New York: diminuiscono le sparatorie ma aumentano le rapine

I candidati democratici a sindaco si preparano a combattere la violenza, mentre Alexandria Ocasio-Cortez si preoccupa del clima di panico eccessivo

La polizia schierata a New York (Foto di Terry W.Sanders)

Durante i mesi passati, l’incremento nel tasso di criminalità di New York è stato percepito sia dai cittadini che dai candidati a sindaco, molti dei quali hanno basato su questo parte del loro programma elettorale. Diverse fonti di stampo repubblicano, in particolare, hanno riportato un aumento sia nei crimini violenti che nei furti in città, a partire dell’anno passato. Le lobby poliziesche di New York sostengono la violenza sia, in parte, dovuta ad una riforma attuata nel gennaio 2020, che diminuisce i casi in cui è necessario pagare una cauzione e permette a chi è accusato di aver compiuto un crimine di rimanere in libertà fino al proprio processo.

Le statistiche rilasciate il mese scorso dal Dipartimento di Polizia di New York (NYPD), confermano solo in parte queste tendenze. Riferiscono infatti che omicidi e sparatorie sono diminuiti del 23% rispetto all’anno passato, e che i crimini in aumento sono invece quelli relazionati a furti e rapine. Sono quindi i crimini di tipo economico ad aver subito una risalita, tra il 16 e il 30%, in una città che ha visto un grande aumento di cittadini in stato di povertà assoluta durante la pandemia.

L’emergenza a cui molti quotidiani si sono riferiti recentemente ha creato particolare scalpore nel fine settimana del 4 luglio in cui, come l’anno scorso, diverse sparatorie si sono unite alla confusione degli spettacoli pirotecnici. Il NYPD ha riferito che un minimo di 26 persone sono state coinvolte in incidenti da arma da fuoco durante il Giorno dell’Indipendenza, e almeno due sono decedute in seguito ad essi.

Gli episodi di violenza, però, non sono iniziati il 4 luglio: verso le nove di sabato sera, infatti, due donne sono state aggredite nei pressi del quartiere di Chelsea nel corso di un tentativo di furto. Un video mostra il sospettato intento ad aggredire fisicamente le due donne, una turista accompagnata da un’amica, buttandole a terra e percuotendole. L’uomo avrebbe anche trascinato una delle vittime nel tentativo di sottrarle la borsa, prima di scomparire nella notte: entrambe sono state portate al Bellevue Hospital e, pur essendo stabili, hanno sostenuto gravi lesioni.

Al clima teso della città si aggiungono tensioni politiche relative alle elezioni eminenti, con esponenti di entrambi i partiti maggioritari coinvolti nel discutere il tema del crimine a New York. Il 29 giugno , la rappresentante per il Queens e il Bronx Alexandria Ocasio-Cortez, ha espresso il suo parere in una chiamata su zoom con un collega della House of Representatives. La politica democratica si è detta preoccupata dal clima di “isteria” che si sta creando intorno alla percezione del tasso di violenza in città. L’anno scorso, aveva già espresso l’opinione che l’aumento del crimine a livello nazionale non fosse dovuto tanto alla riduzione della severità con cui i governi locali puniscono i trasgressori, quanto alla povertà e alla disoccupazione diffusi nel paese.

Nelle primarie tenutasi un paio di settimane fa, il tema della violenza ha spinto molti elettori democratici a scegliere candidati che, seppur di sinistra, non sono di stampo progressista come Ocasio-Cortez. Seppur i voti non siano ancora stati contati in maniera definitiva, due dei tre finalisti sono considerati moderati, e hanno spinto negli ultimi mesi verso una soluzione ai casi di violenza a New York.

Eric Adams, che ad oggi è considerato il probabile vincitore, è un ex poliziotto del NYPD, la cui campagna si è focalizzata sulla lotta alla criminalità e sull’evitare i tagli ai fondi della polizia, come invece suggerito dai leader progressisti della campagna Black Lives Matter. Anche Kathryn Garcia, tra i favoriti alle primarie, ha spesso parlato della lotta alla delinquenza come uno dei problemi da risolvere durante i primi giorni del mandato.

Maya Wiley, che ad ora è considerata terza nella gara alla candidatura democratica e ha l’appoggio di Ocasio-Cortez, è la sola tra i tre ad aver proposto tagli alle forze di polizia per risolvere quella che, anche lei, considera una “crisi”. Sul suo sito, infatti, Wiley parla dell’aumento di violenza nei cinque distretti della città come di un problema risolvibile con terapie comportamentali e soluzioni innovative da parte dei leader locali delle comunità in questione.

L’elezione in corso ha influenzato la percezione del clima newyorkese come violento, nonostante la quantità di sparatorie sia effettivamente diminuita nell’anno passato.

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