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Automania, il mondo dell’auto e la memoria di un’epoca al MoMA di New York

Alla mostra c'è anche tanta Italia; idee e creatività, produzione industriale e stile: una raccolta di progetti che hanno cambiato le abitudini di milioni di persone

L'auto di Pininfarina - "Automania", la mostra al MoMa di New York (moma.org)

Il sogno della mobilità al principio è passato attraverso l’arte. Al principio fu design allo stato puro, ingegno dell’uomo. Le linee morbide come carezze su fogli bianchi suggerivano prototipi che, una volta messi in produzione, si trasformavano in icone. Il MoMA di New York celebra il mondo dell’auto. Ciò che è stato, tra idee e creatività, diventa concreto, accarezzabile. Memoria di un’epoca che ha ceduto il passo a linee digitali.

Automania è una raccolta concreta di progetti che hanno cambiato le abitudini di milioni di persone. E di fantastiche proiezioni di un futuro, che è già oggi, in cui individuare le visioni di allora. Un esempio. Nel 1958 Frank Lloyd Wright, gigante dell’architettura americana, disegnò un paesaggio urbano futuristico, collegato da auto e strade. Un’idea di urbanizzazione che prevedeva che ogni persona possedesse almeno un veicolo ma, nel contempo, vivesse coltivando un acro di terra. Una fantasia che rientra a pieno titolo nell’obiettivo dell’esposizione, che ha lo scopo di rendere sfiorabili i sentimenti che hanno ruotato intorno al mondo dell’auto nel XX secolo.

Jeep M-38A1 Utility Truck – “Automania”, la mostra al MoMa di New York (moma.org)

Tra produzione industriale e stile, Automania non celebra solo il bello, ma esamina anche l’impatto negativo che la circolazione di massa ha avuto sulle strade, sulla salute e sugli ecosistemi del mondo. Troviamo i progetti di Lily Reich, degli anni ’30. Ma anche quelli di Ferdinand Porsche, che nel 1934 ebbe il compito di disegnare una “Volks Wagen”, ovvero un’auto accessibile a prezzi popolari. Il suo ingegno partorì Beetle, il Maggiolino, vettura progettata per fare un uso efficiente dell’acciaio, con la forza fornita dal corpo stesso dell’auto, che sapeva dare ampio spazio in altezza a conducente e passeggero. Nel dopoguerra la produzione decollò al punto da far diventare il Maggiolino l’auto più venduta al mondo di tutti i tempi. Il suo design inconfondibile non è mai cambiato.

Il Maggiolino – “Automania”, la mostra al MoMa di New York (moma.org)

Le idee prendono forma anche attraverso foto e serigrafie, da Andy Warhol a Robert Frank, fino al dipinto del cofano di un’auto realizzato da Judy Chicago. E poi c’è tanta Italia nella mostra che hanno organizzato Juliet Kinchin, Paul Galloway ed Andrew Gardner. Il genio di Pininfarina viene celebrato con la sua Cisitalia 202, auto del 1946 prodotta in soli 170 esemplari. Rossa, dalla forma sinuosa, scolpita su un pezzo di metallo continuo, ha richiesto mesi per essere realizzata, dunque dal punto di vista economico è stata un fallimento, ma da quello estetico è ad oggi ispirazione per molti designer.

C’è anche Flaminio Bertoni, figura leggendaria nella storia del design automobilistico. Sua fu la splendida Citroen DS del 1955, meravigliosa sia per la linea, sia per il sistema di sospensione  idropneumatico, che si regola automaticamente se sulla strada ci sono buche. Quando l’auto è ferma, si abbassa. Se c’è una gomma a terra, la DS si mantiene in piano. E’ stata la prima auto con i fari direzionali. Bertoni ha saputo portare una prospettiva artistica nel settore automobilistico, tanto che al debutto i preordini sono stati 80 mila. Eleganza, raffinatezza ed efficienza nei consumi, la DS divenne in poco tempo un simbolo di classe e benessere.

Flaminio Bertoni, Citroen DS – “Automania”, la mostra al MoMa di New York (moma.org)

Ma l’Italia si distingue anche per una delle prime, vere, citycar della storia: la Fiat 500. Un’auto che nasce negli anni ’50 andando controcorrente, perché nel dopoguerra, negli Stati Uniti, venivano creati da Cadillac e Ford giganteschi colossi ad alto consumo. La 500 fu disegnata pensando a chi, per la prima volta, si avvicinava al mondo dell’auto. Accadeva nel dopoguerra, periodo in cui era fondamentale limitarsi al necessario, contenere i costi. Il tetto in tela fu realizzato per risparmiare sull’acciaio, ogni fronzolo ed ogni dettaglio superfluo fu eliminato. Un’auto a buon mercato per piccole tasche, essenziale e semplice, e per questo economica ed accessibile. Ecco come la vettura, disegnata da Dante Giacosa, è diventata un mito.

Dante Giacosa – 500 FIAT – “Automania”, la mostra al MoMa di New York (moma.org)

C’è tanta creatività in Automania, esposizione che si tiene prevalentemente al Terzo piano del MoMA, estesa anche al giardino: questa sezione chiuderà l’11 ottobre, mentre quella coperta è destinata a resistere fino al 2 gennaio 2022. E ci sono diverse curiosità anche online: anticipazioni dell’esposizione per grandi e piccini. Perché si, il mondo dell’auto cattura appassionati di tutte le età.

 

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