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Open Streets a New York: così i cittadini si abituano ad una città ancora più green

L'iniziativa cominciata con il COVID-19 continua, mentre nel Meatpacking District diventa permanente per dare spazio ad eventi culturali

Varie attività svolte in una delle molte Open Streets di New York. (Foto/Street Lab)

Nell’aprile del 2020, durante il picco della pandemia, la città di New York ha dato il via ad un programma chiamato “Open Streets”, per permettere anche ai cittadini lontani da parchi e aree verdi di sgranchirsi le gambe in libertà vicino a casa. Il programma, infatti, ha permesso la chiusura di centinaia di strade nei cinque distretti della città, in cui i residenti possono passeggiare, fare sport, partecipare in attività sociali e anche mangiare nei numerosi gazebo all’aperto che hanno creato i ristoranti nell’ultimo anno. 

Alcuni sostenitori delle “Open Street” hanno apprezzato così tanto l’iniziativa del governo locale, da spingere perché questa diventi un’aggiunta permanente al panorama cittadino: i cittadini vogliono rendere New York sempre più verde, mettendo al primo posto i pedoni rispetto alle macchine. Altri newyorkesi, pero, lamentano un aumento del caos dovuto alle “Open Streets”, e una diminuzione nell’efficacia dei servizi, come trasporti e delivery. 

Ad oggi, esistono due tipi di “Open Streets”, quelle che limitano l’accesso ai non residenti, aperte quindi a pedoni e ciclisti ma non ad attività sportive, tavoli e bancarelle, e quelle che limitano l’accesso a tutti i veicoli tranne a quelli di emergenza. Le seconde sono quelle che permettono di creare aree all’aperto per ristoranti o attività organizzate come yoga, danza è calcetto. Entrambe le tipologie, create ad aprile del 2020, avrebbero dovuto durare fino all’autunno dell’anno scorso, ma continuano ad occupare diverse vie in giro per New York.

 Il consiglio cittadino ha già portato avanti una proposta per prolungare l’iniziativa, aumentando le strade coinvolte e chiudendo quasi 100 km temporaneamente. Già a maggio, il sindaco De Blasio ha firmato una legge per rendere alcuni boulevard zone permanentemente pedonali. Oggi, dopo diversi mesi, anche alcune aree specifiche della città iniziano a realizzare il successo delle “Open Streets”. Il Meatpacking District per esempio, quartiere a sud di Manhattan, ha deciso di chiudere permanentemente il traffico in alcune vie, dopo che diversi festival e il successo di ristoranti locali hanno reso chiara l’efficacia dell’iniziativa. 

“A seguito della decisione della citta di rendere Open Streets un programma permanente, pensiamo che il Meatpacking District sia il luogo ideale per promuovere e supportare i cambiamenti allo spazio pubblico che mettono l’enfasi sui pedoni, promuovono il traffico pedonale per i business, supportano i bar all’aperto e permettono più programmi culturali nelle nostre strade,” ha detto Jeffrey LeFrancois, il direttore esecutivo del Meatpacking Business Improvement District (BIS).

Poco dopo aver annunciato le aree pedonali permanenti, di circa 3000 metri quadrati, il BIS ha iniziato a pubblicizzare un programma chiamato “From A Place, Of A Place”, da un posto di un posto. La serie di eventi organizzata insieme all’organizzazione ArtNoir, della durata di tre mesi, occuperà le strade del quartiere per mostrare la cultura e l’arte degli afroamericani nel Meatpacking. Questo sarà solo il primo dei programmi a fare buon uso delle “Open Streets” permanenti.

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