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È ora di pagare l’affitto anche col covid, ma a New York forse… Intanto si compra cash

Dopo la sentenza della Corte Suprema, sembra che i proprietari possano ora chiedere gli sfratti per chi non paga l'affitto, salvo moratorie locali come a NY

La Governatrice Kathy Hochul firma la nuova moratoria sugli sfratti a New York in conferenza stampa. (Foto/Governor Kathy Hochul)

La Corte Suprema ha giudicato incostituzionale l’ultimo divieto di sfratto del presidente Joe Biden. Un importante decisione, che consentirebbe ai proprietari di riprendere le procedure di sfratto bloccate dall’inizio della pandemia, se non per quei luoghi in cui rimangono in vigore le moratorie locali.

Come nello stato di New York, dove il divieto di sfratto, scaduto il 31 agosto, è già stato rimpiazzato dai legislatori con una nuova moratoria, che al tempo stesso continuerà a proteggere gli inquilini e soddisferebbe in qualche modo anche gli ordini della Corte Suprema.

Grazie a questa nuova proposta di legge, in vigore fino al 15 di gennaio, i proprietari avranno l’opportunità di contestare in tribunale le dichiarazioni di sopraggiunta difficoltà legata alla pandemia inoltrate dai conduttori. Potrà quindi essere un giudice a pronunciarsi sulla validità della richiesta dell’inquilino, che dovrà dimostrare di aver perso il lavoro, il reddito, o di aver subito un aumento delle spese legato alla pandemia di covid-19. In caso di invalidità della richiesta, si potrà procedere con il procedimento di sfratto.

Da notare che potrebbero comunque volerci dei mesi prima che i proprietari possano effettivamente rientrare in possesso della loro proprietà immobiliari, dato il gran numero di casi simili accumulati dal tempo e la scarsità di fondi, soprattutto dei piccoli proprietari, anch’essi toccati gravemente alla pandemia, per assumere buoni avvocati.

(fonte: therealdeal.com, pix11.com, patch.com)

Un terzo delle transazioni negli Stati Uniti proviene da vendite Cash.

Sono sempre di più gli acquirenti e gli investitori a presentarsi al tavolo delle trattative “con i soldi in mano.”

Un terzo di tutte le case monofamiliari e immobili di tipo condo venduti negli Stati Uniti durante il secondo trimestre sono stati acquistati in contanti, la percentuale più alta dal primo trimestre del 2015.

Per quanto riguarda New York City si parla del 52% delle transazioni, ma in alcune aree metropolitane si sono registrate percentuali ancora maggiori. Come a Buffalo e Detroit, dove le vendite in contanti sono state rispettivamente del 71% e del 68%. Ma nelle aree della Rust Belt il fenomeno è da inputare all’enorme perdita di posti di lavoro subita del settore manifatturiero avvenuta alla fine del XX secolo.

Dunque gli investitori a caccia di occasioni e con la possibilità di comprare in contanti hanno un vantaggio significativo rispetto agli acquirenti tradizionali, specialmente su quelli che devono necessariamente fare affidamento su un mutuo. Infatti, le città e gli stati con quote crescenti vendite cash hanno registrato un netto calo nel numero di affari conclusi grazie ai prestiti della Federal Housing Administration, molto popolari tra gli acquirenti di prima casa.

Possiamo quindi affermare che gli investitori che durante la pandemia hanno puntato su trilocali e case monofamiliari stanno ora locando proprio a quelle famiglie che oggi si vedono rifiutare le proposte di acquisto se legate alla concessione di un mutuo.

(fonte: theraldeal.com)

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