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New York si prepara all’11 settembre e ai visitatori del Memorial al WTC chiediamo…

I visitatori del memoriale ci parlano dell'attentato, di Covid e della ritirata dall'Afghanistan. Sabato, Biden sarà a New York per ricordare le vittime

Vista sull'Oculus dal memoriale dell'11 settembre a Manhattan. (Foto/Terry W. Sanders)

A pochi giorni dal ventesimo anniversario della caduta delle torri gemelle, il clima è cupo al memoriale del World Trade Center, tra le nuvole che minacciano pioggia e il lutto che si percepisce in città ogni inizio settembre.

Anche quest’anno sono stati organizzati diversi eventi, che permetteranno ai cittadini americani di ricordare le 2.977 vittime, tra civili e primi soccorritori, dei tre attacchi terroristici avvenuti l’11 settembre del 2001: quello alle torri gemelle a New York, a Shanksville Pennsylvania, e al Pentagono, in Virginia.

Il Presidente Biden, accompagnato dalla first lady Jill Biden, visiterà i memoriali alle vittime nelle tre città, viaggiando tra i tre stati sull’Air Force One nella giornata di Sabato. Anche la Vice-Presidentessa Kamala Harris e il marito Douglas Emhoff prenderanno parte ad un evento per ricordare l’attacco a Shanksville, per poi raggiungere il presidente al Pentagono. 

L’anniversario arriva a poche settimane dalla ritirata delle truppe americane dall’Afghanistan, la cui occupazione era stata iniziata dal Presidente George W. Bush con lo slogan “guerra al terrore”. Biden e la sua amministrazione sono stati ampiamente criticati nelle ultime settimane per la ritirata, che in molti hanno visto come troppo repentina. 

Al “Ground Zero” di Manhattan avrà luogo la lettura annuale dei nomi delle vittime, con sei momenti di silenzio per celebrarne la memoria. All’evento, non sono stati invitati i sopravvissuti o le forze dell’ordine che hanno partecipato ai soccorsi, ma solo le famiglie dei defunti dell’11 settembre e dell’attacco terroristico al World Trade Center del 1993. L’evento, in ogni caso, verrà trasmesso in diretta dall’ABC. 

Un altro modo per i newyorkesi di ricordare le vittime, sarà guardare il cielo durante la giornata di sabato. Come ogni anno, a partire da sei mesi dopo la loro caduta, un’installazione artistica proiettata da Battery Park ricreerà la posizione, l’altezza e l’orientamento delle torri con due raggi di luce alti più di 7 chilometri. Inoltre, più di quaranta edifici in giro per la città, incluso l’Empire State Building e il municipio, si illumineranno di blu per solidarietà. 

Due luci blu alte 7 chilometri illuminano New York dall’alba al tramonto l’11 settembre. (Foto/Terry W. Sanders)

Come ogni anno, gli eventi organizzati per l’11 settembre mostrano la tragicità che l’attacco terroristico ha rappresentato per i cittadini newyorkesi. 

Vincent, un sessantaquattrenne del Queens impiegato nel campo della logistica, si ricorda il momento in cui, tornando a casa dal lavoro dopo un turno di notte, ha visto la prima torre cadere alla TV.

“È stato assolutamente sconvolgente. La caduta delle torri ha avuto, psicologicamente, un impatto maggiore sui newyorkesi rispetto alla pandemia,” ha detto Vincent. “A vent’anni di distanza, credo che la decisione di porre fine all’occupazione sia stata corretta. Quale sarebbe potuto essere il risultato se fossimo rimasti?”

Matt, un pompiere di Staten Island di 23 anni, considera l’11 settembre “l’evento che ha cambiato tutto”. Nonostante la sua giovane età non gli permetta di ricordare le emozioni provate quel giorno di 20 anni fa, Matt continua a visitare il memoriale con la sua fidanzata. Entrambi indossano una maglietta che celebra i pompieri di New York e il loro impatto nel soccorrere i cittadini dopo l’attacco. 

“Tutta la città si è unita a partire da quel momento,” ha detto Matt. “L’undici settembre di ogni anno provo molta tristezza per quelli che sarebbero stati miei colleghi, e che non ci sono più.” 

Nonostante la sua giovane età, Matt ha pareri forti sulla decisione di Biden di rimuovere i soldati americani dal suolo afgano, che considera un grande errore e vent’anni di lavoro buttati. 

Dana, turista del North Carolina di 58 anni, si ricorda bene il momento in cui ha sentito parlare, per la prima volta, dell’attacco aereo a New York. La sua sorella gemella, oggi a New York con lei per gli US Open di tennis, la chiamò quella fatidica mattina, creando in lei un senso di totale incredulità.
“Dopo aver sentito la notizia sono andata a casa di mia sorella. Non riuscivamo neanche a sederci per quanto fossimo shoccate, siamo rimaste in piedi a guardare le notizie, mentre la seconda torre cadeva di fronte ai nostri occhi,” ha detto Dana. “Non potevamo credere che stesse succedendo una cosa del genere.”

Dana ha parlato della simile reazione che ha visto nel paese per la crisi che ha seguito gli attacchi dell’11 settembre e quella dovuta al Covid-19.

“Subito dopo gli attacchi le persone sono diventate più unite, per via della tragedia che ha colpito il paese. Dopo, però, ho notato un aumento dello scisma tra persone di stampo più o meno liberale,” ha detto Dana. “Allo stesso modo, la pandemia ha allontanato ancora di più persone che hanno idee politiche opposte.”

Dopo un paio di interviste con turisti e newyorkesi vicino alle piscine del memoriale, mi ha avvicinato un addetto alla sicurezza, ricordandomi che non è permesso intervistare i visitatori. Il nuovo World Trade Center rimane, infatti, prima di tutto un luogo dedicato al lutto e al ricordo delle vittime.

La rosa sta a rappresentare il compleanno della vittima, che avrebbe avuto luogo in questi giorni. (Foto/Terry W. Sanders)

Poco più in là, dal Liberty Park in cui è ospitata la vecchia sfera del World Trade Center, la coppia formata da Isaac e Terry mi ha raccontato il punto di vista di due trentenni, che all’epoca erano bambini, sugli effetti del 9/11.

“Io sono cinese quindi, all’epoca, non sapevo neanche cosa fosse il World Trade Center. Ho visto l’attacco alla TV ma non sapevo cosa stesse succedendo,” ha detto Terry, insegnante di Cinese in Virginia. “Come tutti gli eventi storici, credo sia positivo che continuiamo a ricordare l’attentato, in modo da imparare dal passato e far si che cose del genere non succedano più.”

Isaac, invece, ha vissuto negli Stati Uniti per tutta la vita, e si ricorda bene il modo in cui gli adulti che lo circondavano hanno percepito la notizia.

“Le persone hanno iniziato ad avere paura del terrorismo e le norme di sicurezza si sono irrigidite molto. Venendo da una piccola città, e non conoscendo famiglie musulmane, non ho visto l’aumento della discriminazione in prima persona, ma so che è successo,” ha detto Isaac. “Oggi penso che sia stato giusto porre fine all’occupazione dell’Afghanistan, ma probabilmente lo avremmo potuto fare in maniera nettamente migliore.”

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