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La rabbia e il dolore: 20 anni dopo 9/11 a New York con chi ha vissuto il dramma

Emmelina De Feo, Tiziana Ferrario, Andrea Fiano e Giulio Picolli hanno raccontato la loro esperienza strettamente collegata all'attacco alle Torri

Di 11 settembre si continua a parlare, anche a distanza di vent’anni. Per ricordare i tragici eventi del World Trade Center, La Voce di New York ha organizzato una conferenza insieme a ospiti di eccezione. Emmelina De Feo, Segretaria del Board di VNY Media Corp – La Voce di New York e sorella di David, vittima dell’attacco alle Torri Gemelle; Tiziana Ferrario, giornalista, autrice e columnist della Voce di New York, ex inviata Rai in Afghanistan dopo l’11 settembre; Andrea Fiano, giornalista direttore di Global Finance, presente al WTC la mattina dell’11-09-2001; Giulio Picolli, imprenditore italiano residente nel New Jersey, familiare di una delle vittime, autore di “Noi non dimenticheremo mai”, pubblicazione che raccoglie nomi e foto delle vittime italiane e italo americane. A condurre, il direttore della Voce di New York Stefano Vaccara.

Una rosa posizionata dentro all’incisione del nome di una persona morta l’11 settembre. (Foto/Terry Sanders)

Emmelina De Feo, ricordando il fratello scomparso e i cui resti non sono mai più stati ritrovati, ha raccontato i momenti esatti dell’attentato vissuti in prima persona da David al telefono con la madre.  David De Feo figura nella lista dei nomi presenti nel memorial a Ground Zero. “Hanno trovato solo il suo bancomat e la tessera che usava per entrare nelle Torri. Le vasche mi hanno commossa, l’altro mio fratello Claudio, quando le ha viste, mi ha detto, ‘Emmi  rappresentano le lacrime delle migliaia di vittime che scendono e scendono e continuano…’ Sono state una dedica bellissima che la città di New York ha donato per l’eternità a tutti noi familiari”.

Anche Andrea Fiano era lì quella mattina, proprio davanti alle Twin Tower, negli uffici del World Financial Center. “Ho visto i vetri sfondati e le persone che si lanciavano dalla finestra e quando sono sceso in strada mi sono reso conto di cosa stesse accadendo. All’inizio non avevo capito la gravità e ho cercato un telefono per descrivere alla televisione italiana ciò che avevo davanti agli occhi. Quel telefono mi è stato strappato dalle mani da decine di persone che volevano chiamare casa. Sono rimasto in zona per lo spirito da cronista, finchè il portavoce della Merrill Lynch mi ha suggerito di spostarmi. A quel consiglio devo la mia vita”.

New York: Il memorial di 9-11 al World Trade Center di Manhattan (Foto di Terry W. Sanders)

Tiziana Ferrario ha vissuto il post 9/11 dall’Afghanistan, partita come inviata del servizio pubblico e arrivata inizialmente in Pakistan. “Lì ho trovato lettere di migliaia di ragazzi che erano stati addestrati per diventare dei terroristi perfetti. Kabul l’ho vista quando in passato era già stata governata dai talebani. Era una città deserta, dove si moriva di fame e dove era stata imposta la Sharia nel modo più oscurantista. Era impensabile vent’anni fa che i talebani potessero tornare al potere e oggi ci troviamo nella situazione assurda in cui se non trattiamo con loro potremmo rischiare la rinascita dei terroristi così come li abbiamo conosciuti”.

Giulio Picolli (una intervista con lui realizzata al Memorial del WTC sarà pubblicata sulla Voce domani) ha raccolto le storie delle vittime italoamericane dell’attentato. “Su Rai 1, due giorni dopo la strage, hanno dichiarato che non ci fossero vittime italiane tra le persone colpite nelle Torri. Sapevo che questo non potesse corrispondere al vero e mi sono messo a cercare. Ho trovato 480 persone per le quali la provenienza italiana era quasi certa”.

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