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A New York si dorme al limite della legalità, furgoncini usati come Airbnb

Migliaia di dollari di multe da pagare, ma ancora non si sa chi siano i proprietari. Veicoli sequestrati dopo un anno. Lo youtuber Uptin Saiidi dopo: "E' legale?"

La polizia di New York ha sequestrato sette furgoncini durante il weekend, che venivano affittati su Airbnb per 97 dollari a notte nel quartiere di Chelsea e nell’East Village. Quattro di questi veicoli avevano bolli scaduti, uno da ben 21 anni, mentre gli altri tre avevano targhe appartenenti ad altre macchine.

L’accumulo di multe, per un minimo di quasi $100 l’una nelle aree in cui erano parcheggiati, in uno dei furgoncini, aveva raggiunto oltre $1500 dovuti a partire dal dicembre scorso.

L’investigazione del NYPD non è ancora venuta a capo del, o dei, proprietari, nonostante su Airbnb venisse usato il nome di “Nancy”. Le autorità hanno utilizzato un video su YouTube del content creator e giornalista Uptin Saiidi per raccogliere informazioni. Saiidi, infatti, era stato ospite di uno dei veicoli in questione solo il mese scorso, girando un video in cui sottolineava la convenienza di dormire a New York per soli $97, quando la media degli hotel cittadini è di $400“Non so neanche se questo sia legale!” diceva Saiidi nel suo video, in cui evidenziava la confusione notturna e i problemi causati dalla mancanza di un bagno in loco. I proprietari della struttura, con cui Saiidi ha sempre e solo avuto a che fare in maniera virtuale, suggerivano di usare uno Starbucks, uno dei club nelle vicinanze o la piscina del quartiere per usare il bagno di notte o per farsi la doccia. 

Airbnb ha risposto alla controversia con una dichiarazione scritta, in cui un portavoce ha dichiarato che gli annunci sono stati rimossi dalla piattaforma. 

“Nel giugno del 2020 abbiamo raggiunto un solido accordo con la città di New York relativo alla condivisione di informazioni e, di conseguenza, abbiamo iniziato a adeguarci le leggi della città sulla segnalazione dei dati relativi agli affitti per brevi periodi. Adesso forniamo regolarmente alla città le informazioni che necessitano per regolare gli affitti a breve termine in modo efficace”, ha dichiarato il portavoce di Airbnb. “L’applicazione delle leggi è responsabilità della città, che ha tutti i dati necessari per fare ciò, in questo caso, da mesi”.

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