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Thomas Jefferson, padre fondatore e schiavista ha i minuti contati al City Hall

Oggi il voto dell'NYC Public Design. La Consigliera Adrienne Adams, donna afroamericana, è "profondamente a disagio" a lavorare di fronte alla statua

Il municipio di New York, dove si riunisce il Consiglio cittadino di fronte alla controversa statua di Jefferson. (Foto/Wikimedia Momos)

Potrebbe avere i minuti contati la statua di Thomas Jefferson, padre costituente e terzo Presidente degli Stati Uniti, posizionata dentro al municipio di New York. La statua, che supera i due metri di altezza, fece il suo debutto al City Hall nel 1830 e per la maggior parte dei suoi 200 anni di storia ha dominato la camera in cui si riunisce il Consiglio Cittadino. Recentemente, però, con la messa in discussione del valore storico e morale di molte delle statue posizionate nei nostri palazzi di governo e nelle nostre piazze, i membri non bianchi del Consiglio ne hanno richiesto la rimozione. 

Sebbene, infatti, Jefferson sia stato una figura di rilievo per la storia degli Stati Uniti, apprezzato da molti suoi contemporanei e dagli storici nei secoli successivi, è anche un personaggio controverso. Pur avendo notoriamente scritto nella Dichiarazione d’Indipendenza “All men are created equal”, tutti gli uomini sono stati creati uguali, Jefferson era proprietario di schiavi nella sua villa a Monticello, in Virginia, e considerava gli afroamericani inferiori ai bianchi. Eliza Hamilton, nel musical di Broadway dedicato a suo marito, diceva: “Quando incontrerò Thomas Jefferson, lo convincerò ad includere le donne nel sequel!” 

In generale, quindi, Jefferson non è più visto come un apripista per quanto riguarda inclusività e antirazzismo, motivo per cui molti dei Consiglieri considerano inappropriata la sua presenza statuaria nella camera dell’organo legislativo cittadino. 

Adrienne Adams, donna e afroamericana, è tra i consiglieri di New York più convinti della necessità di rimuovere la statua dal municipio. 

“Mi mette molto a disagio sedermi di fronte ad una statua che rende omaggio ad uno schiavista che, fondamentalmente, credeva le persone come me non si meritassero le stesse libertà e gli stessi diritti da lui descritti nella Dichiarazione d’Indipendenza” ha scritto Adams su Twitter, dopo aver testimoniato di fronte ai membri della Commissione per il Public Design di New York.

Quest’organo, sconosciuto da molti, è quello che proprio oggi voterà per decidere se rimuovere la statua ed approvare un prestito per spedirla alla New York Historical Society a lungo termine. In questo caso, Jefferson verrebbe affiancato ad una mostra che include diversi monumenti, con un collegamento tra i valori stabiliti per il paese dal padre fondatore e quelli da lui dimostrati nella sua vita di tutti i giorni.

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