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Esonerati i due presunti assassini di Malcolm X: 20 anni di prigione da innocenti

Muhammad A. Aziz (83) e Khalil Islam (morto nel 2009) esonerati dal procuratore distrettuale, dopo una riesaminazione del caso durata due anni

Martin Luther King and Malcolm X. Photo Wikimedia.commons.

A più di cinquant’anni dal loro arresto, sono stati esonerati nel pomeriggio di oggi due degli uomini accusati di aver ucciso Malcolm X: Muhammad A. Aziz e Khalil Islam. Il procuratore distrettuale di Manhattan ha presentato una proposta congiunta per rendere nulle le loro condanne e confermare i dubbi, presenti fin dall’omicidio del famoso attivista, su chi siano veramente i colpevoli.  

Malcolm X, attivista dei diritti civili e per anni portavoce della Nazione dell’Islam, morì il 21 febbraio del 1965 ad Harlem. Proprio due giorni prima, el-Hajj Malik el-Shabazz (nome da lui scelto durante un pellegrinaggio alla Mecca) aveva dichiarato ad un giornalista che la Nazione dell’Islam, ed il suo profeta Elijah Muhammed, lo volevano morto. 

Aziz, che oggi ha 83 anni, è stato rilasciato nel 1985 sotto libertà vigilata, mentre Islam, rilasciato nell’87, è morto nel 2009. Entrambi facevano parte della Nazione ma si sono sempre dichiarati innocenti dell’assassinio dell’ex leader dell’organizzazione. Solo un uomo, infatti, ha confessato di aver compiuto l’omicidio: Mujahid Abdul Hadid, anche lui membro della Nazione. Hadid, rilasciato nel 2010, ha dichiarato fin dal giorno dell’omicidio di aver agito con altri tre uomini, sostenendo però che non si trattasse di Aziz e Islam. 

“Non mi serve che questa corte, questi procuratori o un pezzo di carta mi dicano che siano innocente,” ha detto Aziz dopo la conferma dell’esonero. “Sono un uomo di 83 anni che è stato vittimizzato dal sistema giudiziario. Anche nel 2021, questo è fin troppo familiare per le persone nere.”

Cyrus R. Vance è il procuratore di New York che ha deciso di riesaminare il caso ad inizio 2020, rispolverando un’investigazione poco precisa, basata solo sulle dichiarazioni incoerenti e discordanti di alcuni presenti. Parlando con il New York Times, Vance si è scusato delle azioni della polizia di New York e dell’FBI che, nel 1965, hanno fallito nel trovare i veri colpevoli dell’omicidio. 

“Questo evidenzia che, nel corso della storia, le forze dell’ordine non sono state all’altezza delle proprie responsabilità,” ha detto Vance in un’intervista. “Questi uomini non hanno ottenuto la giustizia che si meritavano”.

E.P.

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