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Sempre più difficile trovare un appartamento in affitto a New York

Il ritorno dei newyorchesi fuggiti per la pandemia covid: ora il canone mediano di locazione netto ha raggiunto il tasso più alto dell’ultimo decennio

New York (Photo by Terry W. Sanders)

Trovare una casa in affitto a New York è sempre stato un compito stressante, specialmente ora che la città sta vivendo un momento di rinascita e ripopolamento. Infatti quei newyorkesi, che durante la pandemia si erano trasferiti in cerca di più spazio in altri stati nelle loro seconde case o in quelle dei genitori, stanno tornando in massa verso la città.

Guardando i numeri; sono stati 4.395 i nuovi contratti di locazione a Manhattan siglati ad ottobre, in calo del -22,1% rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso, registrando il livello annuale più basso. E’ molto importante però notare che la diminuzione del numero di contratti d’affitto rispetto a 12 mesi fa non significa necessariamente che sia calata anche la domanda, al contrario, in questo caso è un segno di ripresa e di una problematica carenza di offerta.

Gli indicatori ci mostrano che sebbene il numero di contratti sia diminuito, il prezzo delle locazioni è aumentato, il canone mediano di locazione netto ha raggiunto il tasso più alto dell’ultimo decennio, aumentando del +17,9% anno su anno raggiungendo i $2.868, e tuttavia, dello 0,8% al di sotto dello stesso periodo di due anni fa (pre-pandemia), suggerendo come lo “sconto COVID” sia stato ormai quasi totalmente assorbito dal mercato. Una tendenza mostrata anche da ulteriori dati: il prezzo medio di locazione, che è salito del +14.1% a $4.461, l’Affitto medio per piede quadrato, che si è assestato a $70,62, in crescita del +15% rispetto all’anno scorso, la percentuale di appartamenti offerti con qualche forma di Concessione, che è stata del 31,5%, in calo del -28,9% rispetto allo stesso periodo di un anno fa, e lo sconto sul canone pari all’ 1,3%, in calo del -3,6% rispetto a dodici mesi fa.

Tuttavia, confrontare i numeri di oggi con quelli dell’anno scorso non ci dà un quadro completo del momento specifico che stiamo attraversando, ad esempio, i giorni di presenza sul mercato ad ottobre si sono assestati sui 63,30 in più di un anno fa, ma -13,7% in meno rispetto a settembre. Stessa sorte per l’offerta, in calo del -58,2% anno su anno con 11.794 proprietà sul mercato, ma solo dello -0,1% rispetto al mese precedente. Questo indica una sostanziale mancanza di offerta, che probabilmente continuerà anche nei prossimi mesi.

(fonte: millersamuel.com)

Tre studi ci mostrano quanto Miami sia sulla cresta dell’onda!

  1. Miami è la prima città al mondo per l’aumento dei prezzi delle case di lusso nell’ultimo anno

Secondo il nuovo report di Knight Frank, durante l’ultimo anno, i prezzi per gli immobili di lusso a Miami sono cresciuti più velocemente che in ogni altra città del mondo. Rispetto allo scorso anno infatti Miami ha registrato un incremento dei prezzi per il settore luxury pari al 26,4%, crescendo del triplo rispetto all’intero indice mondiale, pari al 9,5%.

E negli ultimi mesi i guadagni sembrano anche aver preso un ulteriore accelerata, solamente durante l’ultimo trimestre infatti i prezzi sono saliti dell’8,1%. Questo è il primo anno in cui Miami si piazza al primo posto da quanto l’indice è stato creato nel 2007.

  1. Miami guida la nazione nell’indice di recupero della pandemia

Miami è la città al primo posto nel City Recovery Index della JLL, che misura la quantità di attività riprese dopo la pandemia, raggiungendo il 97,8%, più di qualsiasi altra città.

L’indice utilizza delle precise metriche tra cui: economia, occupazione, occupazione degli uffici e mobilità. Ecco alcuni dati:

L’attività di leasing a Miami è effettivamente al di sopra dei livelli pre-pandemici ed è attualmente al 114% rispetto al suo tasso del 2019. Anche i viaggi da e per Miami sono più alti, con il traffico dei checkpoint TSA al 154% dei livelli pre-pandemici. L’occupazione è ancora al di sotto di quello che era nel 2019, ma comunque al 93% rispetto al suo tasso precedente. Il tasso di vaccinazione a Miami è al 74% con la Florida che attualmente detiene il più basso tasso di casi di Covid su base pro-capite di qualsiasi stato americano.

  1. Miami tra le città in più rapida crescita a livello nazionale numero di nuove imprese

Secondo un’analisi curata da Linkedin, la formazione di nuove aziende nell’area di Miami è aumentata del 45% durante la pandemia con Miami ora al secondo posto a livello nazionale per formazione di nuove aziende. Tutte e tre le prime città sono in Florida, con Orlando al primo posto, staccando Miami di un solo punto percentuale.

Linkedin per calcolare il tasso di crescita di ogni città, ha esaminato i tassi di formazione delle aziende tra i periodi pre-pandemia (da luglio 2018 a luglio 2019) e durante-pandemia (da luglio 2020 a luglio 2021).

I settori principali per le nuove aziende formate a Miami sono stati, intrattenimento, finanza e manifattura.

(fonte: thenextmiami.com)

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