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A NYC gli immigrati si preparano a votare: la nuova legge potrebbe passare in settimana

I non cittadini con permesso di lavoro a New York potrebbero iniziare a votare localmente a partire dal 2023. A favore Eric Adams, ma non De Blasio

Il voto del 2 novembre a New York (Foto di Terry W. Sanders)

Mancano solo due giorni alla decisione del Consiglio Cittadino che valuterà se consentire agli immigrati residenti, ma non cittadini, di votare nelle elezioni locali. 

New York, da sempre tra le città americane con la maggior quantità di immigrati – un quarto circa dei suoi abitanti, permetterebbe così ad 800.000 persone di decidere il proprio sindaco, i membri del City Council e altri funzionari municipali. Non potranno, quindi, votare nelle elezioni a livello federale, come quelle per il presidente o per il congresso, come anche quelle a livello statale, tra cui quella a governatore. 

Tra questi, sarebbero inclusi solo i residenti maggiorenni con carta verde o permesso di lavoro, persone che vivono da anni in città senza avere potere decisionale, perché non vogliono rinunciare alla propria cittadinanza estera o perché sono impossibilitati ad ottenere quella americana. 

New York non diventerebbe la prima città a permettere ai non cittadini di votare localmente. Non essendo questo tipo di voto apertamente vietato dalla costituzione americana, infatti, già diverse città negli USA lo permettono: 11 in Maryland e 2 in Vermont. L’altro lato della medaglia, invece, sono Arizona, Nord Dakota, Alabama, Colorado e Florida, dove le costituzioni statali vietano il voto ai non cittadini, anche nelle elezioni locali. In molti di questi stati, la decisione di aggiungere questo emendamento è stata presa proprio nell’ultimo anno.

“Penso che ci siano persone nella nostra società che vanno a dormire ogni sera con molta paura degli immigrati, e la usano per prevenire loro di avere il diritto di eleggere i leader locali,” ha spiegato il propositore della legge Ydanis Rodriguez, membro del consiglio cittadino ed immigrato dominicano, che per molti anni prima di ottenere la cittadinanza si è sentito messo a tacere dal mancato diritto di voto. “Quello che importa davvero è che noi viviamo a New York, contribuiamo allo sviluppo di New York e paghiamo le tasse a New York.”

Mentre il sindaco corrente De Blasio ha contrastato la legge, che secondo lui svaluterebbe la cittadinanza, il sindaco eletto Adams è tra i molti politici a favore del piano di Rodriguez. 

“Espandere il diritto di voto a persone che vivono qui, lavorano qui, crescono le proprie famiglie qui e pagano miliardi di dollari di tasse qui non dovrebbe essere una scelta controversa,” ha dichiarato Adams durante un incontro avvenuto a settembre, prima della sua elezione. “Dovrebbe essere il voto più facile della vostra carriera nel Consiglio Cittadino.”

Vito Fossella, politico italo-americano e futuro Presidente Distrettuale di Staten Island, ha criticato a lungo la legge scritta da Rodriguez, arrivando a annunciare che farà causa alla città se questa dovesse passare. A detta di Fossella, la decisione violerebbe la “santità del voto”.

“Le qualifiche per il diritto di voto sono scritte chiaramente nella nostra Costituzione statale. Estendere questo diritto ai non cittadini è anticostituzionale e, allo stesso tempo, diluirebbe i voli e svaluterebbe ciò che significa essere un cittadino,” ha dichiarato il repubblicano Fossella, il cui ritorno in politica di quest’anno segue una pausa di dieci anni dovuta ad uno scandalo del 2008. All’epoca membro del congresso, Fossella era stato fermato da un poliziotto per aver guidato in stato di ebbrezza e, poco dopo, era stata scoperta la seconda famiglia del deputato conservatore. 

Nonostante Fossella non sia il solo ad essere contrario, insieme ai membri del consiglio Joe Borrelli e David Carr, si presume che la proposta passerà questo giovedì, per poi essere firmata da Adams ad inizio mandato ed implementata dalla Commissione Elettorale.

Molti cittadini italiani che risiedono a New York da più di trenta giorni verranno favoriti, a partire dal 2023, dall’opportunità di votare per i leader locali che preferiscono.

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