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“A Chance in Life”: $125.000 per i bambini donati dall’industria del vino e dei ristoranti

Secondo evento annuale per l'associazione benefica, che lotta per l'emancipazione dei bambini su 5 continenti. Partecipa Enzo Buonocore, uno dei primi "cittadini"

Arthur Backal, proprietario del ristorante Riverpark e una delle persone premiate durante la serata. (Foto/Terry Sanders)

arthur backal a chance in life

Arthur Backal, proprietario del ristorante Riverpark e una delle persone premiate durante la serata. (Foto/Terry Sanders)

Il Presidente Delmonaco durante il suo discorso, all'evento di A Chance in Life. (Foto/Terry Sanders)

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Il Presidente Delmonaco durante il suo discorso, all'evento di A Chance in Life. (Foto/Terry Sanders)

Gianni Lanzarotti, chef de Il Tiro a Segno NY e una delle persone premiate durante la serata. (Foto/Terry Sanders)

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Gianni Lanzarotti, chef de Il Tiro a Segno NY e una delle persone premiate durante la serata. (Foto/Terry Sanders)

La proiezione del documentario di Raffaello Siniscalco, realizzato per A Chance in Life. (Foto/Terry Sanders)

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La proiezione del documentario di Raffaello Siniscalco, realizzato per A Chance in Life. (Foto/Terry Sanders)

Gabriele Delmonaco, Presidente di A Chance in Life, da inizio alla

gabriele delmonaco a chance in life

Gabriele Delmonaco, Presidente di A Chance in Life, da inizio alla "Wine and Spirits Dinner". (Foto/Terry Sanders)

Servizio Fotografico di Terry W. Sanders

A Chance in Life, associazione benefica che si occupa di empowerment per i bambini di cinque continenti, torna alla ribalta.

L’occasione è stata la “Wine and Spirits Dinner” di ieri, a cui hanno partecipato un centinaio di persone con l’obiettivo di celebrare il supporto dell’industria dell’ospitalità e della ristorazione a questa causa benefica. Dalle grandi vetrate del ristorante Riverpark di Manhattan i riconoscimenti sono andati a tre membri di rilievo della comunità italiana e americana, che da anni sostengono l’organizzazione.

A Chance in Life ha raccolto $125.000 di contributi che andranno direttamente destinati ai progetti di aiuto per i bambini più bisognosi, non solo nella nuova sede di Staten Island ma anche nel resto del mondo.

Gabriele Delmonaco, da sei anni Presidente e Direttore Esecutivo di A Chance in Life, ha avviato la serata raccontando la storia di questa avventura umanitaria, nata tra Roma e Civitavecchia 75 anni fa, ed del rapporto speciale che questa ha con il settore di vini e liquori a New York. Molti dei primi sostenitori della missione, infatti, sono stati i distributori di vino e liquori della grande mela. 

“Questo settore appoggia la nostra organizzazione da decenni e la nostra charity si è evoluta ed è cresciuta insieme ad esso. Stasera siamo felici di continuare questa tradizione di evoluzione,” ha detto Delmonaco, per poi paragonare la crescita del settore con quella dell’organizzazione stessa. “Anche noi abbiamo continuato ad evolvere, per rispondere ai bisogni educativi ed umanitari dei nostri bambini.”

Oltre a riconoscere l’impatto che alcuni membri hanno avuto sui 40.000 bambini aiutati da A Chance in Life in giro per il mondo, Delmonaco ha ringraziato in particolare Enzo Buonocore. Lui, nato a Napoli, è stato tra i primi bambini aiutati dall’organizzazione, nella sua primissima veste di Città dei Ragazzi istituita in Italia nel 1946 dal monsignor John Patrick Carroll-Abbing. Buonocore è rimasto sempre un caro amico di Carroll-Abbing, fino alla sua morte nel 2001. 

“Quello che mi ha spinto a seguire questo grande uomo è stata la sua sincerità nel prendersi cura e nel voler bene a questi poveri bambini,” ha ricordato Buonocore anni fa, illustrando il suo rapporto con il monsignor Carroll-Abbing. 

I tradizionali riconoscimenti della serata sono andati a Arthur Backal, proprietario del ristorante Riverpark e del Backal Hospitality Group, Gianni Lanzarotti, chef italiano per il ristorante Tiro a Segno di New York, e Marc D. Taub, Presidente e CEO del Palm Bay International Taub Family Selections

“L’organizzazione A Chance in Life è cresciuta, ma non si è mai dimenticata delle sue origini. Continua a lavorare con migliaia di bambini italiani, offrendo perfino un corso dove si insegna a fare la pizza,” ha commentato Lanzarotti, ricollegandosi al suo amore per la cucina italiana.

Sono infatti quasi 30.000 i bambini e le bambine, solo sul suolo italiano, a cui è stata data l’opportunità di crescere, essere autonomi, e avere successo nella vita grazie al lavoro di A Chance in Life. 

La serata è diventata anche un momento per celebrare un altro personaggio della chiesa che ha passato la vita a prendersi cura dei piccoli indifesi: Francesca Saverio Cabrini, la suora e attivista religiosa diventata poi per tutti Madre Cabrini. Eustace Wolfington, produttore esecutivo del film in uscita che porta il suo nome, ha voluto sottolineare quello che la donna e religiosa, ed il monsignor Carroll-Abbing, avevano in comune. 

“Madre Cabrini ha lottato per tutto quello per cui lotta A Chance in Life,” ha detto Wolfington. “L’istruzione, la cultura e l’indipendenza dei bambini meno fortunati.” Molto emozionanti alcune scene del film inedito, che Wolfington ha presentato in anteprima al pubblico.

Nel corso dell’evento, è stata ricordata più volte l’apertura del primo centro newyorkese della fondazione, avvenuta nel 2020 a Staten Island. Sull’isola c’è una maggiore quantità di bambini che vivono in povertà rispetto agli altri distretti di New York, ma i servizi e le risorse a loro offerte sono ridotte. Per questo motivo, durante la pandemia, A Chance in Life ha iniziato a fornire corsi di educazione finanziaria, formazione professionale, supporto psicologico e legale direttamente alle famiglie e ai ragazzi di Staten Island, in modo che anche loro possano avere la loro chance della vita.

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