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Vaccinatevi a New York e la città vi regalerà 100 $ : l’incentivo per la terza dose

Spaventato dall'allarmante aumento dei casi Omicron, il sindaco Bill de Blasio ha annunciato il bonus per chiunque riceva il Booster Shot

In fila per il tampone. New York, Dicembre 2021 (Foto di Terry W. Sanders)

Il richiamo del vaccino anti-Covid-19 non solo fornisce ai newyorkesi una maggiore protezione contro la nuova variante Omicron, ma serve anche a mettersi in tasca 100 dollari. È l’ultima trovata del sindaco Bill de Blasio, che allarmato per il vertiginoso aumento dei casi e dei ricoveri ha annunciato la donazione per chiunque riceverà il Booster Shot nei siti di vaccinazione gestiti dalla città e dai centri SOMOS Community Care. Ma attenzione! “È un’opportunità di tempo limitata“, ha avvertito de Blasio. L’offerta scadrà infatti il 31 dicembre.

Secondo un recente studio riportato dal New York Times, la terza dose di Moderna fornisce un aumento di 37% degli anticorpi che combattono Omicron. Un altro studio di laboratorio condotto da ricercatori Pfizer ha mostrato invece che la terza dose di questo vaccino li aumenterebbe di 25 volte. E anche dal virologo della Casa Bianca, Anthony Fauci, arriva la conferma sull’efficacia del booster.

Con il 92% dei nuovi casi, Omicron ha quasi il totale controllo nell’area di New York City. L’ultima variante del coronavirus sembra causare infezioni più lievi, ma la sua trasmissibilità, straordinariamente elevata, potrebbe portare a più infezioni e quindi a più ricoveri.

Per le strade di Manhattan c’è la corsa ai tamponi e le snervanti file, a temperature oramai sottozero, possono durare ore, addirittura un intero pomeriggio. In quella serpentina fatta di persone, non ci sono soltanto i viaggiatori che devono dimostrare di essere negativi per salire su un aereo, ma anche i ‘raffreddati’ scrupolosi e gli infetti. Così, l’assembramento ai tendoni rischia di trasformarsi in “hub di diffusione” del virus.

Chissà poi quanti sono i risultati fasulli. I test antigenici rapidi sono da tempo additati come un anello debole nella catena delle contromisure per arginare la circolazione di SARS-CoV-2. Non riescono infatti a rilevare il nemico invisibile se non quando è presente in quantità massicce. L’esito è ancor più falsificato se il cotton fioc non viene spinto fin su per la narice, ma a mala pena poggiato all’estremità del naso. E a New York, purtroppo, come ha verificato chi scrive, i test vengono eseguiti con poca accortezza.

Ma a differenza dell’Italia, c’è un vantaggio: i tamponi sono gratuiti e non c’è bisogno di alcun appuntamento. Basta fermarsi in una delle 89 unità mobili sparse nei borough e nei quartieri limitrofi di New York, registrarsi e mettersi in coda. Oltre al rapid-test con risultato in 24 ore, è possibile scegliere anche il PCR (molecolare), il cui certificato arriva direttamente sul cellulare ed è riconosciuto su tutto il territorio.

Spinto dalle estenuanti file al freddo e per evitare che la precauzione si trasformi in un’opportunità di contagio, il sindaco della città ha promesso anche la distribuzione di 500 mila kit di test fai-da-te nelle case dei newyorchesi entro la settimana. E Biden dalla Casa Bianca ne ha assicurati 500 milioni per tutto il Paese.

 

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