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Code infinite per i tamponi a New York: scarseggiano i test in ospedali e farmacie

Con l'incremento dei positivi alla variante omicron del covid, prima delle feste De Blasio aumenta i servizi disponibili tra cui i kit a domicilio

In fila per il tampone. New York, Dicembre 2021 (Foto di Terry W. Sanders)

Dopo la rapida diffusione del virus delle ultime settimane, scarseggiano i test rapidi e gli appuntamenti per fare un tampone nelle farmacie di New York.

Come in Italia, infatti, molti dei residenti della città non potranno assicurarsi di essere negativi alla variante Omicron prima di incontrare le famiglie per le feste. Con 10.000 casi al giorno confermati nella ultima settimana, migliaia di newyorkesi si sono messi in coda da CVS e Walgreens, nelle cliniche adibite a centri COVID e negli ospedali, aspettando diverse ore al freddo prima del breve incontro con gli operatori sanitari.

Intanto, le autorità hanno iniziato solo recentemente a mettere in atto nuove iniziative per permettere a chi lo considera necessario di fare il test riducendo la diffusione di Omicron. I centri COVID degli ospedali saranno ora aperti dalle 7 di mattina alle 7 di sera, e chiuderanno prima solo per la vigilia di Natale. Lo stesso varrà nei cinque centri mobili aperti ad hoc, e in tutti quelli che già da mesi servono i cinque distretti cittadini, dai quali verranno distribuiti 10.000 test fai da te.

“Alle persone verranno offerti test a domicilio, se preferiscono non aspettare in fila”, ha detto il dottor Mitchell, capo del sistema degli ospedali pubblici cittadini durante una conferenza stampa. Maggiori informazioni sono disponibili sul sito del NYC Health and Hospitals.

Oltre alle difficoltà ad ottenere un tampone eseguito da parte terza, i newyorkesi faticano a comprarli autonomamente, nonostante il Presidente Biden abbia recentemente annunciato un aumento nei tamponi rapidi disponibili al pubblico. “Stiamo aspettando un grande riassortimento, sia dal mercato privato che dal governo federale”, ha dichiarato il sindaco de Blasio. “Vogliamo ottenere quei kit, così potremo poi distribuirli ai cittadini in maniera più rapida”.

Alcuni negozianti continuano a vendere i tamponi rapidi a cifre esagerate, che raggiungono addirittura i $100, nonostante la procuratrice generale Letitia James abbia avvertito che questi prezzi potrebbero portare a denunce da parte del pubblico.

Nonostante le difficoltà nello scoprire se si abbia o meno il virus, la città offre diversi servizi per i positivi, quali camere d’hotel per la quarantena, la consegna di pasti e cesti regali, e servizi medici e di supporto vario. Mentre i locali continuano ad ingegnarsi, creando, per esempio, un sito che include tutti i centri, cittadini e non, che offrono tamponi gratuiti.

 

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