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Via dall’incubo: ai trans senzatetto New York fornirà alloggi separati

Dopo tante discriminazioni e violenze nei rifugi della città e quattro anni di battaglie arriva l'accordo legale grazie all'attivista trans Mariah Lopez

Un senzatetto dorme su una panchina della sua città (pixabay)

I senzatetto trans o gender non-conforming di New York avranno alloggi separati nei rifugi della cittàpartire dal dicembre di quest’anno. L’attivista Mariah Lopez ha vinto la sua battaglia. La decisione è stata presa grazie all’accordo legale tra il Dipartimento per i Servizi ai Senzatetto di New York e l’Alleanza Transgender Strategica per la Riforma Radicale (STARR) di cui è esponente la Lopez.

La città ha accettato di creare un minimo di 30 letti per le persone transgender tra Manhattan, Brooklyn, Queens e Bronx, sia in strutture nuove che in quelle che già ospitano i senzatetto newyorkesi. Queste camere dovranno avere accesso ad un bagno privato, o a gabinetti e docce chiuse, in modo da garantire privacy a chi verrà ospitato.

Secondo l’accordo, che è stato firmato da tutte le parti il 23 novembre, le autorità si sono anche ripromesse di aggiungere ulteriori letti in futuro e di aggiornare Lopez e la STARR con report che descrivono gli aggiornamenti alle strutture dedicate. 

Gay Pride 2021, Herald Square (Foto di Terry W. Sanders)

La battaglia legale è durata quattro anni. Lopez ha lottato da sola, rappresentandosi e scrivendo i suoi documenti legali autonomamente, prima di venire supportata da un gruppo di avvocati di Harvard. Durante la prima parte della trattativa, Lopez era ancora una giovane donna senzatetto, che aveva appena abbandonato i rifugi della città dove si sentiva poco sicura. Anche in quelli dedicati alla comunità LGBTQ+, infatti, ha subito discriminazioni da parte dello staff, che utilizzava nei suoi confronti termini offensivi ed abusava sessualmente di lei e di altri ospiti della struttura.

“Arrivare a questo punto è stato molto difficile”, ha commentato Lopez, che ha vissuto per un periodo nella Transy House di Brooklyn, centro per attivisti trans senza casa che ha chiuso nel 2008. “Mi sono detta che niente sarebbe cambiato se mi fossi arresa”.

Per anni, la città si è appellata a varie corti federali per l’archiviazione del caso, ma la richiesta non è mai stata approvata. D’ora in poi, i lavoratori di tutti i rifugi cittadini dovranno firmare accordi di non-discriminazione e sottoporsi a corsi educativi relativi alle transessualità.

“Vogliamo ringraziare Mariah Lopez per la sua leadership sull’argomento, continueremo a lavorare e ad ascoltare il feedback dei nostri partner e degli attivisti, con l’obiettivo comune di creare l’ambiente più inclusivo possibile per tutti”, ha dichiarato il portavoce del dipartimento che si occupa delle persone senza fissa dimora, Isaac McGinn.

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