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New York, i repubblicani contro il voto ai non cittadini: avviata una causa

A giorni dall'approvazione della legge, il presidente del partito si è recato alla corte suprema di Staten Island per richiedere un'ingiunzione: "è incostituzionale"

Nick Langworthy, durante una conferenza stampa, si impegna a lottare insieme al suo partito contro la legge per il voto ai non cittadini. Foto/NY GOP

Non si è fatta attendere la risposta dei politici repubblicani di New York che, a soli tre giorni dal passaggio della legge volta ad introdurre il diritto di voto per alcune categorie di non cittadini, hanno avviato una causa.

Per farlo, il gruppo guidato dal presidente locale del partito Nick Langworthy si è recato alla corte suprema di Staten Island, considerato il distretto più apertamente di destra della città. Lì, hanno richiesto al giudice di emettere un’ingiunzione che impedisca alla Commissione Elettorale ed al sindaco di implementare la legge, da loro considerata incostituzionale. 

“La legge è chiara, e l’etica lo è ancora di più: non dovremmo permettere ai cittadini di altri paesi di votare nelle nostre elezioni. L’amministrazione Adams è iniziata da solo due settimane e ha già iniziato a prostrarsi al consiglio cittadino, che è estremamente radicale”, ha dichiarato Langworthy. “Abbiamo giurato di usare tutti i mezzi a nostra disposizione per bloccare questa legge incostituzionale e anti-americana”.

La normativa, pronta ad entrare in vigore nel 2023, permetterebbe a più di 800.000 persone di votare alle elezioni municipali. I non cittadini che godranno di questo diritto sono quelli con visto lavorativo o carta verde che vivono in città da un minimo di trenta giorni. Persone che contribuiscono da un punto di vista economico e sociale allo sviluppo di New York, ma che non hanno mai potuto esprimere le loro opinioni in termini di leadership locale.

Come il suo predecessore, il sindaco Eric Adams aveva espresso diversi dubbi sulla costituzionalità della legge, proposta dal membro del consiglio cittadino Ydanis Rodriguez. Nei giorni passati, però, Adams ha deciso di non opporsi alla sua approvazione, dichiarando addirittura alla CNN che “è imperativo che le persone che vivono in una municipalità abbiano il diritto di decidere chi li governa”.

Nonostante alcuni esperti siano d’accordo con l’incostituzionalità della normativa, la maggior parte di essi considera l’azione legale un’interpretazione errata dei documenti sui quali si basa il processo democratico di New York. Secondo Richard Briffault, professore alla Columbia University, la costituzione statale richiede che ai cittadini venga sempre permesso di votare, ma non limita le categorie a cui questo diritto può essere conferito. 

Oltre ai conflitti tra le forze democratiche e quelle repubblicane della città, i prossimi mesi richiederanno la creazione di un nuovo sistema elettorale, che includa, ma differenzi i non cittadini da chi, già oggi, può votare anche a livello statale e federale. “Non si tratta di ingegneria aerospaziale, ma si dovrà capire come creare questo nuovo sistema,” ha commentato Briffault.

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