Cerca

New YorkNew York

Commenti: Vai ai commenti

L’ambiziosa legge sul clima di New York: entro il 2050, – 85% di gas serra

È uscito a fine 2021 il rapporto del Climate Action Council. Il co-presidente Basil Seggos: “Sarà la cosa più difficile che abbiamo mai fatto"

Giovani protestano per il clima per le strade di New York (© 2018 Fred Murphy)

Sono passati tre anni dall’approvazione del Climate Act, l’ambiziosa legge per il clima che ha reso New York uno degli stati leader nella lotta al cambiamento climatico. 

C’è ancora molto su cui lavorare, però, per raggiungere gli obiettivi dettati dalla normativa: ridurre i gas serra dell’85% prima del 2050, azzerare le emissioni di carbonio e, entro il 2030, usare il 70% di energia da fonti rinnovabili. 

Ad oggi, infatti, i passi avanti effettuati dall’amministrazione locale sono stati meno del previsto. Se nel 2019 il 23% dell’energia utilizzata veniva da fonti rinnovabili, ora è il 27%, un miglioramento minimo. È anche vero, però, che contando i progetti già approvati e in via di costruzione, si raggiungerebbe il 50% dell’energia totale.  

Proprio per agevolare la realizzazione degli obiettivi, è stato formato nel 2019 il Climate Action Council, un panel formato da 22 membri tra cui politici, ambientalisti e rappresentanti dell’industria elettrica. Come richiesto al tempo della sua creazione, il consiglio ha pubblicato un report alla fine del 2021 che, nelle sue 330 pagine, descrive le misure che devono essere messe in atto per raggiungere gli obiettivi del Climate Act. 

Secondo il documento, entro il 2030 tutti i veicoli venduti ai cittadini dovrebbero essere elettrici. Entro il 2050, invece, tutte le case e gli edifici commerciali dovranno usare pompe termiche elettriche, e non una caldaia che brucia combustibili fossili. Sono questi, secondo gli esperti, alcuni degli step indispensabili per raggiungere in tempo gli obiettivi dello stato. 

“Sarà la cosa più difficile che abbiamo mai fatto, creare un piano per la transizione della nostra economia senza lasciare nessuno indietro,” ha detto Basil Seggos, co-presidente del consiglio per il clima e commissario del Dipartimento per la Conservazione Ambientale. 

Dopo aver pubblicato il rapporto, il Climate Action Council raccoglierà per un anno intero le opinioni dei cittadini. Alla fine del 2022, quindi, verrà pubblicata la versione finale, che unirà l’opinione pubblica a quella di scienziati e legislatori. 

I membri del consiglio sono ottimisti dei risultati ottenibili, grazie soprattutto alle nuove tecnologie che li potranno rendere possibili.

“Ci sono tecnologie che si stanno iniziando a mettere in uso che sono piuttosto emozionanti e che possono rendere possibile una migliore qualità di vita”, ha assicurato Doreen Harris, co-presidente del consiglio sul clima e presidentessa dell’Autorità per la Ricerca e lo Sviluppo di Energia di New York.

Iscriviti alla nostra newsletter / Subscribe to our newsletter