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Pensieri spettinati della fine dell’anno

Leonardo Sciascia, la bella Italia, spese militari vaticane, Amos Oz, Ferdinando Scianna, Simcha Rotem, i curdi traditi, Vasco Rossi

"La madonna della melagrana", di Jacopo della Quercia.

Secondo l'ultima relazione del Governo al Parlamento sulle operazioni "per il controllo dell'esportazione, importazione e transito dei materiali d'armamento", nel 2016 il Vaticano avrebbe acquistato, per appena 1.640 euro, "bombe, siluri, razzi, missili ed accessori". Questa e altre notizie mentre si avvicina il nuovo anno

Viva la bella Italia

Ha un qualcosa che richiama a Michelangelo, Jacopo della Quercia. O meglio: il contrario, visto che Jacopo muore nel 1438, e Michelangelo nasce nel 1475. Di questa “sintonia” se ne ha visibile percezione con la Madonna della Melagrana, custodita nel Duomo di Ferrara. La si coglie poi pienamente varcando la soglia della cattedrale di San Martino a Lucca: incanta e commuove il sarcofago realizzato in onore di Ilaria Del Carretto, diciassettenne moglie di Paolo Guinigi, signore della città. Ilaria muore nel parto della secondogenita, e Jacopo, trasforma il blocco di marmo rendendolo vivo e palpitante; al tempo stesso Ilaria è il “ritratto” di una serenità e di una pace raggiunta che nessuno e nulla può scalfire.

Salvatore Quasimodo, così la celebra: “Sotto la terra luna già i tuoi colli, / lungo il Serchio fanciulle in vesti rosse / e turchine si muovono leggere. / Così al tuo dolce tempo, cara; e Sirio / perde colore, e ogni ora s’allontana, / e il gabbiano s’infuria sulle spiagge / derelitte. Gli amanti vanno lieti / nell’aria di settembre, i loro gesti / accompagnano ombre di parole / che conosci. Non hanno pietà; e tu / tenuta dalla terra, che lamenti? / Sei qui rimasta sola. Il mio sussulto / forse è il tuo, uguale d’ira e di spavento. / Remoti i morti e più ancora i vivi, / i miei compagni vili e taciturni”.

Il Vaticano acquista armi?

Secondo l’ultima relazione del Governo al Parlamento sulle operazioni “per il controllo dell’esportazione, importazione e transito dei materiali d’armamento”, nel 2016 il Vaticano avrebbe acquistato, per appena 1.640 euro, “bombe, siluri, razzi, missili ed accessori”. Prezzi stracciati, come si vede; e per farne cosa?

Amos Oz

Meritava il premio Nobel per la letteratura. Sospetto che gli Accademici di Stoccolma abbiano con cura evitato: Israele non rientra nei loro orizzonti. Hai voglia di dire che almeno restano i suoi libri, e sfogli le pagine di “Una storia di amore e di tenebra”, o “Tra amici”, “Giuda”, o gli altri suoi libri. Anche Amos Oz se ne va, ed è un vuoto che non si colma, lo lascia… In sgualciti taccuini appunti di interviste e conversazioni che “spiegano” più di quello che dicono; come quella volta che confida di aver proibito ai figli di prendere insieme l’autobus: in caso di attentato, almeno qualcuno si salva…Quel che mette malinconia, mentre ti offre il caffè nel salotto della sua casetta ad Arad, è il tono disincantato e insieme triste, rassegnato; il tono di chi crede in un sogno, e lo vede allontanarsi, ogni giorno farsi più rarefatto, più faticoso crederci…

Ferdinando Scianna

Ferdinando Scianna. Il viaggio il racconto la memoria”. Basta il nome. Bellissima la mostra, a Forlì; curatissimo e raffinato il catalogo. È la sua più ampia mostra antologica, 50 anni di fotografie; c’è davvero tutto: da Bagheria al Cile, la Sicilia naturalmente; i ritratti di straordinarie modelle, i colleghi a cui deve più di qualcosa (Henri Cartier-Bresson tra tutti), gli amici e i maestri (Leonardo Sciascia, Jorge Louis Borges). Gli rubo una frase: “Ho sempre fatto una netta distinzione tra le immagini trovate e quelle costruite, e ho sempre considerato di appartenere al versante dei fotografi che le immagini le trovano, quelle che raccontano e ti raccontano, come in uno specchio. Persino le fotografie di moda le ho sempre trovate nell’azzardo degli incontri con il mondo”.

Shoah: muore Simcha Rotem, ultimo superstite della rivolta del ghetto Varsavia

Muore in Israele Simcha Rotem; è l’ultimo sopravvissuto tra i combattenti della rivolta del Ghetto di Varsavia del 1943. Aveva 94 anni. Con il nome di battaglia Kazik, Rotem milita nell’Organizzazione ebraica di combattimento che il 19 aprile di 75 anni fa si ribella alle deportazioni di massa degli ebrei dalla Polonia. La rivolta di Varsavia, che non ha alcuna speranza di riuscita, scatta quando centinaia di partigiani ebrei imbracciano la lotta armata per fermare la deportazione dei residenti del Ghetto verso il campo di sterminio di Treblinka, dove già sono finiti 300mila abitanti di Varsavia.

Nel Ghetto sono rimasti 50mila ebrei, condannati a morte certa. La rivolta è soffocata con un grande incendio nel Ghetto in cui muoiono gran parte dei rivoltosi, mentre gli altri perdono la vita a Treblinka. Rotem è tra i pochi a salvarsi: fugge attraverso i condotti di scarico; viene poi aiutato dai lavoratori delle fogne polacche. Si unisce alla resistenza dei partigiani polacchi.

Ancora oggi continuo a domandarmi se avevamo il diritto di prendere la decisione di avviare la rivolta e in questo modo abbreviare la vita di molte persone di una settimana, o anche solo di un giorno o due“, è il suo rovello di sempre.

I Curdi traditi

Traditi i Montagnard, in Vietnam, che a torto o a ragione, per te hanno combattuto. Già la seconda volta traditi i Curdi che hanno combattuto e combattono anche per te… Certo, cari Stati Uniti d’America, che quando vi ci mettete, siete proprio un bel po’ carogne; e anche noi tutti: che diciamo di amare la libertà e la democrazia; dovremmo dire grazie ai Curdi che tanto hanno contribuito alla lotta contro l’ISIS e ancora una volta vengono traditi da chi dovrebbe tendere loro la mano…

Vasco Rossi, non sono solo canzonette…

La verità del Blasco…

Si imbosca tra le nuvole
Rimescola le regole
Nessuno sa se viene o se va
Non mette in mostra i muscoli
Non crede negli oroscopi
Non guarda i film già visti, lei
Non ama la pubblicità
E tutti lì a discutere
E tutti a dire “Chi va là?”
Si chiede la parola d’ordine
Dov’è, come si veste
Quanto costa, che cos’è, che faccia ha
La verità
Arriva quando vuole, la verità
La verità non ha bisogno mai di scuse
La verità
La verità è fatale, la verità
La verità è che tutti possono sbagliare
Devi sapere da che parte stare
La verità fa male
Si cercano i colpevoli
Si ascoltano psicologi
Ognuno sa chi è stato o chi sarà
(Chi sarà, chi sarà, chi sarà, chi sarà)
Si vietano gli alcolici
Proibizionismi isterici
Vietato stare qui e stare là
(Stare là, stare là, stare là)
E tutti pronti a crederci
Al primo che lo sa
Per continuare a chiederci
Dov’è, come si veste
Quanto costa, che cos’è, che faccia ha
La verità
Arriva silenziosa, la verità
La verità disturba sempre un po’ qualcosa
La verità è la televisione, la verità
La verità è che ce n’è sempre una migliore
La verità può essere un errore
La verità
Arriva sempre sola, la verità
La verità non ha bisogno mai di scuse
La verità
Non è una signora, la verità
La verità non è vestita mai di rosa
La verità non è neanche una cosa
La verità si sposa (eh eh eh eh)
Si sposa (eh eh eh eh)

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