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Arriva la variante di Covid-19 a New York, ma vaccinazioni ancora troppo lente

Localizzato il primo caso a Saratoga Springs e De Blasio richiede il blocco dei voli da e per UK. Iniziate le somministrazioni della seconda dose del vaccino

Un uomo indossa una mascherina a New York City (Foto: Terry W. Sanders)

Poco prima di Natale il Regno Unito aveva individuato una nuova versione di Covid-19, fra il 50-70% più contagiosa, nota agli esperti come “B.1.1.7”. Subito dopo sono iniziati i lockdown ed i travel ban, che però sono serviti a poco. La mutazione del virus è stata già individuata in Colorado e California. Nonostante New York abbia fatto di tutto nelle scorse settimane per evitare che la nuova variante arrivasse, il governatore Andrew Cuomo, ha affermato in conferenza stampa che un uomo di 60 anni di Saratoga Springs, una città a nord di NYC, è risultato positivo.

Andrew Cuomo ha annunciato su Twitter l’arrivo della versione UK del coronavirus

Il paziente in questione non avrebbe compiuto viaggi recenti, e dunque potrebbe aver contratto il virus all’interno della sua comunità. Sembra che il contagio sia avvenuto in una gioielliera nella città, ed infatti, tre membri del personale sono risultati positivi, ma non è ancora chiaro se anche per loro si tratta della versione mutata. Prima che questa notizia arrivasse, lo stato di New York aveva analizzato oltre 5,000 tamponi, che sono risultati negativi alla variante più contagiosa.

“Nel 2021, ci concentreremo sul controllo e la sconfitta di Covid-19 e per farlo, stiamo lavorando contemporaneamente su due obiettivi diversi: controllare la diffusione… e sconfiggere effettivamente il virus grazie al vaccino” ha affermato Cuomo. “Il numero crescente di ricoveri, infezioni e decessi, sono tutti una conseguenza delle nostre azioni”.

Il governatore ha inoltre ricordato che se il tasso di infezione aumenta, le regioni dovranno chiudere: “Se non volete contrarre il virus” ha detto Cuomo, “siate intelligenti, adottate comportamenti sicuri” così da “ridurre il tasso di infezione”. Le misure preventive degli ultimi mesi sono state dure per molti newyorkesi, e fra tutte figura la chiusura dei ristoranti, che potrebbe causare danni irreparabili all’industria e al suo futuro nella Grande Mela.

La protesta dei ristoratori di New York a Times Square dopo le chiusure imposte alle loro attività dal governatore Andrew Cuomo (Foto di Terry W. Sanders)

Anche il sindaco De Blasio si è pronunciato a riguardo della nuova allarmante situazione, ed ha richiesto un ban (federale) completo per tutti i voli, da e per, il Regno Unito. Secondo il sindaco, se vengono fermati i voli, ciò potrebbe dare abbastanza tempo ai newyorkesi per vaccinarsi, mentre il nuovo super-virus, si spera, venga contenuto in UK. Durante la conferenza stampa, De Blasio ha detto che il governo “deve fermare la pazzia” ed agire rapidamente e “senza mezze misure”.

I primi casi rilevati della variante Covid sono stati trovati in stati densamente popolati durante l’intenso periodo di viaggio causato dal Natale. Secondo la TSA, sono stati circa 1,1 milioni i viaggiatori, ed il numero più alto è stato riportato domenica. “Sulla base delle fotografie che abbiamo visto dai punti di controllo della TSA durante le vacanze, milioni di persone hanno viaggiato fra varie destinazioni”, ha detto venerdì a MSNBC Mercedes Carnethon, vicepresidente della medicina preventiva presso la Northwestern University, come riportato da NBC New York. “Possiamo essere abbastanza certi che questa variante sia ora ovunque”.

New York si sta preparando da tempo ad una possibile seconda ondata, che è effettivamente arrivata: qualche giorno fa è stato sfondato il record per maggior numero di contagi in un giorno. Per i politici e lo staff medico, la priorità è che gli ospedali non vengano sopraffatti dai ricoveri per Covid-19, ma per ora, pare che riescano a reggere. Nella Grande Mela, per esempio, i pazienti affetti dal coronavirus sono al momento 2.884, una percentuale dello 0.03% della popolazione. Il 31% dei letti è a disposizione in una situazione “normale”, mentre nel caso in cui i contagi schizzino improvvisamente la disponibilità sarà del 39%.

Dati dettagliati del numero di letti disponibili negli ospedali dello stato di NY. (Foto: governor.ny.gov)

Ma a quasi un anno dall’inizio della pandemia per il mondo Occidentale, è diventato evidente che le misure di prevenzione, distanziamento sociale, e di lockdown più in generale, non riescono a fermare il virus in modo effettivo. E’ assolutamente necessario che un’alta percentuale della popolazione si vaccini e diventi immune. E’ su questo che punta ora NYC, ed oggi, ad un’infermiera del Queens, la prima donna che ha ricevuto il vaccino a New York, è stata somministrata la seconda dose, e con lei un gran numero di operatori sanitari.

Sandra Lindsey, l’infermiera del Long Island Jewish Medical Center, in Queens, il giorno che ha ricevuto la prima dose del vaccino (Image from youtube)

Come ricordano gli esperti, si dovrebbe iniziare a percepire un cambiamento tangibile per il meglio solo quando il 10-20% della popolazione sarà vaccinata, un numero che per ora è ancora lontano, considerato che ad oggi siamo solo all’1%. La strada è lunga, e in salita, non solo per la contagiosità della nuova versione del virus, che rischia di fare non solo danni fisici, ma porta anche le persone a scoraggiarsi sempre di più. Bisogna sperare che le strette misure di prevenzione, a New York, come nel resto del mondo, riescano a difenderci mentre la corsa alla vaccinazione continua.

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