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160 anni di amicizia Italia-Usa: apre la mostra con i documenti da cui tutto partì

l’Ambasciata d’Italia a Washington, l’Archivio Storico Diplomatico e la Biblioteca del Ministero degli Esteri, hanno voluto celebrare così lo storico anniversario

Il documento del Regno di Sardegna del 1838

In occasione del 160esimo anniversario delle relazioni diplomatiche tra l’Italia e gli Stati Uniti, l’Ambasciata d’Italia a Washington, in collaborazione con l’Archivio Storico Diplomatico e la Biblioteca del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, ha presentato oggi una mostra documentale sull’inizio delle relazioni diplomatiche tra Italia e Stati Uniti, a cura della Dott.ssa Federica Onelli, Archivista di Stato del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale.

Un documento del Regno d’Italia del 1871

“Questa mostra ripercorre una fase particolarmente significativa dello straordinario percorso che ha portato l’Italia e gli Stati Uniti ad essere, oggi, paesi amici e forti alleati” ha detto l’Ambasciatore d’Italia a Washington, Armando Varricchio. “Una storia fatta di relazioni politiche, diplomatiche, economiche e culturali, di valori e principi condivisi, nonche’ di consistenti flussi migratori”.

La mostra offre ai visitatori la possibilità di approfondire un’affascinante pagina della storia delle relazioni tra l’Italia e gli Stati Uniti, esplorando lettere, dispacci, rapporti, libri e accordi, a partire dalla prima espressione di interesse del Regno di Sardegna per il rafforzamento dei legami politici con gli Stati Uniti nel 1838, fino al riconoscimento da parte degli Stati Uniti del Regno d’Italia il 13 aprile 1861, un giorno dopo lo scoppio della guerra civile americana.

I restauratori durante il recupero dei documenti

Due documenti storici della mostra sono stati restaurati dall’Istituto Centrale per la Patologia degli Archivi e del Libro (ICPAL), centro italiano di eccellenza specializzato nell’attività di restauro, conservazione, ricerca sui materiali archivistici e librari, e anche nella formazione attraverso la scuola che opera al suo interno.

L’edizione americana del volume di Carlo Botta è stata data in prestito dalla George Washington University.

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