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Il mondo insorge contro il dirottamento aereo bielorusso per arrestare un giornalista

L'aviazione di Lukashenko ha cambiato rotta a un volo per fermare un reporter di 26 anni. L'Unione protesta, e anche gli Stati Uniti si uniscono al coro

Le proteste a Minsk il 16 agosto (Foto Wikimedia)

Un aereo Ryanair partito da Atene per Vilnius è stato dirottato quando era quasi arrivato a destinazione, a poche decine di miglia dal confine lituano, da un jet dell’aviazione militare bielorussa.

 

Fra i 179 passeggeri, in serata atterrati nella loro destinazione, ce n’era uno che interessava particolarmente i servizi di sicurezza di Minsk: un giovane giornalista, il 26enne Roman Protasevich, già direttore di un canale di informazioni dell’opposizione, Nexta, attivo su Telegram dai tempi della contestata vittoria elettorale del premier Alexander Lukashenko, l’estate scorsa, e successivamente catalogato come “terrorista” dalle autorità bielorusse.

 

Secondo i siti dell’opposizione che hanno diffuso sui social network la notizia, e in particolare secondo la leader del movimento Svetlana Tikhanoskaya, il giovane è stato arrestato subito dopo l’atterraggio di emergenza e “la sua vita è in pericolo”, essendo la Bielorussia l’ultimo Paese europeo in cui c’è ancora la pena di morte.

 

Sempre secondo le informazioni diffuse dagli oppositori e confermate dalla Lituania, il caccia Mig-29 che ha costretto il velivolo Ryanair ad atterrare era armato con razzi ed era accompagnato da un biposto Su-29 e da un elicottero da attacco MI-24.

 

Il dirottamento e l’arresto hanno scatenato la rabbia dell’Europa, ma le autorità bielorusse si sono giustificate dando una loro versione dei fatti: dall’aereo era stato lanciato un allarme bomba, e per questo è stato fatto atterrare a Minsk; si sarebbe trattato di un falso allarme, hanno poi spiegato le autorità aeroportuali.

 

La spiegazione non ha convinto la comunità internazionale: da tutta Europa e dal Regno Unito si sono levate voci di sdegno e preoccupazione, oltre alla richiesta formale da parte delle autorità di Bruxelles di consentire immediatamente ai passeggeri di proseguire il loro volo, come poi avvenuto dopo diverse ore di attesa.

 

La Farnesina ha condannato l’accaduto:  “Ferma condanna dell’Italia per l’atterraggio forzato di un volo commerciale ad opera delle Autorita’ bielorusse”, afferma il ministro degli Esteri Luigi Di Maio, secondo cui si tratta di “una violazione inaccettabile delle regole internazionali di navigazione aerea”.

 

Il premier polacco Mateusz Morawiecki ha definito l’accaduto un “atto criminale di terrorismo di Stato” e ha chiesto al presidente del Consiglio europeo, Charles Michel, che si appresta ad accogliere i 27 capi di Stato e di governo per un vertice domani a Bruxelles, di approfittare dell’appuntamento per discutere di sanzioni immediate contro Minsk.

Anche gli Stati Uniti sono infine intervenuti, condannando “duramente” il comportamento della Bielorussia e chiedono l’immediato rilascio del giornalista.

(Agi)

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