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Negli Stati Uniti arrivano i droni per consegnare i vaccini nelle zone più isolate

Forniti dalla ditta Draganfly e aiutati dalla Coldchain, raggiungeranno le aree del Paese che non sono collegate con strutture sanitarie in cui ricevere la dose

Drone (pixabay)

Negli Stati Uniti, con la questione vaccini, stanno facendo le cose in grande. Da giugno, per raggiungere le zone più sperdute del Paese dove i cittadini hanno difficoltà a recarsi da medici o in ospedali, verranno fatti volare in cielo i droni della Draganfly, in collaborazione con la Coldchain Technology Services.

La Coldchain, fondata nel 2006 e con sede a Spring Branch, in Texas, è un’impresa specializzata nella fornitura di soluzioni di gestione della catena del freddo per lo stoccaggio e la distribuzione di prodotti sensibili alla temperatura. L’azienda giusta, dunque, per poter progettare i box contendenti le dosi di vaccino che necessitano di rimanere a temperature molto basse.

Per la fornitura, sono stati messe a punto contenitori termici a forma di cubo di circa 30 cm, che possono contenere tra le 600 e le 1.500 fiale, a seconda di come vengono immagazzinate dai produttori. I cubi sono stati costruiti per mantenere bassissime temperature sufficienti per conservare con sicurezza per 48 ore i vaccini delle Pfizer e per 72 ore quelli di Moderna.

La seconda azienda autorizzata ad utilizzare droni per il trasporto di materiale medico è la Volansi di San Francisco, che si è già occupata del trasposto di medicinali della Merck in North Carolina lo scorso ottobre, ma non ha ancora sperimentato il trasporto di vaccini. Non c’è però da temere perché è lo stesso amministratore Hannan Parvizian ad aver aver assicurato sul fatto che i loro contenitori siano disegnati “anche per trasportare i vaccini anti-covid”.

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